Valentina Picca Bianchi, presidente delle Donne imprenditrici di Fipe-Confcommercio
Valentina Picca Bianchi, presidente delle Donne imprenditrici di Fipe-Confcommercio

Roma, 19 settembre 2021 - Creare un marchio riconoscibile, che permetta di identificare i locali pronti ad offrire servizi particolari, disegnati su misura per le famiglie e i loro componenti con lo sviluppo di una piattaforma online, per facilitare la ricerca di strutture “family friendly”. Sono questi gli obiettivi del protocollo di intesa siglato da Fipe-Confcommercio e dal Gruppo donne della Federazione e dal Forum nazionale delle Associazioni familiari. Il documento - spiega una nota - è utile a rafforzare e dare corpo al progetto «Spazio Famiglia», finanziato dalla presidenza del Consiglio e che nei prossimi mesi vedrà coinvolte 500 realtà, 350 a Roma e 150 a Palermo, nelle categorie ristorazione, ospitalità e cultura, capaci di rispondere ai particolari bisogni dei nuclei familiari. Il progetto intende creare - specifica una nota Fipe - un marchio di qualità per quei luoghi caratterizzati da un'offerta di servizi specificamente dedicata alle particolari esigenze dei nuclei familiari e, grazie ad una piattaforma social e un'app di localizzazione, le famiglie saranno facilitate ad individuarli.

“Il nostro compito - afferma Valentina Picca Bianchi, presidente delle Donne imprenditrici di Fipe-Confcommercio - sarà quello di fornire alle realtà che vorranno certificarsi come family friendly tutti gli strumenti necessari a modificare la loro offerta, adattandola alle esigenze delle famiglie. Un compito di consulenza e formazione che intendiamo fare all'interno dei bar e dei ristoranti italiani che potranno così qualificarsi e godere di una riconoscibilità e specificità particolari”. “Con questo progetto – prosegue Picca Bianchi – vogliamo dare un segnale a coloro che amano condividere momenti di convivialità con tutta la famiglia e che hanno bisogno di luoghi con servizi particolari e con un’offerta disegnata su misura per loro. Vogliamo creare una rete di locali che siano percepiti come luoghi, appunto, familiari. E vogliamo farlo a partire da Roma e Palermo, certi che l’iniziativa si spanderà a macchia d’olio al resto del Paese aprendo al target delle famiglie un nuovo mercato”.