Giovedì 20 Giugno 2024

Ndrangheta a Roma, maxi inchiesta "Propaggine": in 40 a processo

L'indagine della Dda contro la prima 'ndrina nella Capitale. Una ventina di indagati hanno scelto il rito abbreviato. Udienza il 12 settembre

'Ndrangheta a Roma, 40 a processo dopo la maxi inchiesta coordinata dai procuratori aggiunti Michele Prestipino (nella foto) e Ilaria Calò

'Ndrangheta a Roma, 40 a processo dopo la maxi inchiesta coordinata dai procuratori aggiunti Michele Prestipino (nella foto) e Ilaria Calò

Roma, 2 maggio 2023 - Quaranta rinvii a giudizio nell'ambito della maxi inchiesta 'Propaggine' della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma contro la prima 'locale' di 'ndrangheta nella Capitale. Una ventina di imputati, sui 66 per i quali la Procura capitolina aveva sollecitato il processo, hanno chiesto il rito abbreviato.

I boss Antonio Carzo e Vincenzo Alvaro

Fra gli imputati figurano i due boss ritenuti al vertice dell'organizzazione criminale, Antonio Carzo e Vincenzo Alvaro, appartenenti a storiche famiglie di 'ndrangheta originarie di Cosoleto, centro in provincia di Reggio Calabria. Mentre Vincenzo Alvaro verrà giudicato con rito ordinario, Antonio Carzo ha chiesto il rito abbreviato. Nell'inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Michele Prestipino e Ilaria Calò con i pm Giovanni Musarò, Francesco Minisci e Stefano Luciani, vengono contestate, a vario titolo, le accuse di associazione mafiosa, cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione aggravata e detenzione illegale di arma da fuoco, fittizia intestazione di beni, truffa ai danni dello Stato aggravata dalla finalità di agevolare la 'ndrangheta, riciclaggio aggravato, favoreggiamento aggravato e concorso esterno in associazione mafiosa.

La cosca a Roma 

La cosca 'locale' operava a Roma dal 2015 dopo avere ottenuto l'investitura ufficiale dalla casa madre in Calabria. ''Noi a Roma siamo una propaggine di là sotto'', dicevano in un'intercettazione gli indagati. E nelle conversazioni riportate nell'ordinanza del gip alcuni degli indagati facevano riferimento proprio al lavoro di alcuni magistrati e poliziotti che avevano lavorato prima in Calabria e poi a Roma: ''c'è una Procura... qua a Roma ... era tutta ...la squadra che era sotto la Calabria. Pignatone, Cortese, Prestipino''…''e questi erano quelli che combattevano dentro i paesi nostri ...Cosoleto ... Sinopoli... tutta la famiglia nostra...maledetti''. Il processo in ordinario inizierà il 12 settembre davanti all'ottava sezione penale del Tribunale di Roma.