Morti in ospedale a Tivoli, porte e manichette rotte: il sistema antincendio finisce sotto accusa

Nel disastro solo l’allarme e le luci d’emergenza hanno funzionato. Il Pronto soccorso resta chiuso: i pm preparano i primi avvisi di garanzia

Sopralluogo degli inquirenti all'ospedale di Tivoli

Sopralluogo degli inquirenti all'ospedale di Tivoli

Tivoli (Roma), 11 dicembre 2023 – Il solo apparato antincendio che ha funzionato nell’ospedale di Tivoli, aggredito venerdì notte dalle fiamme, è stato l’allarme, e con questo le luci di emergenza che per due ore (quando hanno finito le batterie) hanno illuminato la struttura nella quale tre anziani pazienti hanno perso la vita (è ancora da vedere se per il fumo o per la mancanza di elettricità che ha messo fuori uso le macchine salvavita e il flusso di ossigeno). I primi riscontri dei Vigili del Fuoco e dei periti nominati dal tribunale e le testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine e dai volontari disegnano un determinato quadro.

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Quando l’incendio (innescato da un corto circuito o da una sigaretta) è passato dal cumulo dei rifiuti ammassato nel piazzale a livello -2, un sensore, forse al livello -1, ha fatto scattare l’allarme. Ma a parte le luci di emergenza che indicavano le uscite di sicurezza, non ha funzionato nulla, o quasi. Le porte tagliafuoco che avrebbero dovuto ’sigillare’ il rogo e bloccare il passaggio del fumo hanno fatto cilecca: in molti casi non si sono neppure chiuse mentre in un paio di casi si sono chiuse ma erano montate male dato che da sotto passava del fumo. Non è entrato in azione l’impianto antincendio ’a pioggia’ e solo in un caso qualcuno ha provato a usare una manichetta antincendio: ma in quel caso non pare ci fosse acqua in pressione. Insomma, un disastro, in parte mitigato dall’abnegazione dei dipendenti, alcuni dei quali fuori servizio, che hanno messo in salvo i pazienti assieme a carabinieri, poliziotti e a vigili del fuoco e ai tanti volontari precipitatosi nella struttura non appena avuta notizia dell’incendio.

Abnegazione molta, sicurezza antincendio poca. "Le porte antincendio – ha raccontato un infermiere – hanno lasciato passare tanto fumo tossico, al quarto piano ci siamo dovuti mettere le mascherine e mettere in sicurezza gli allettati. Nei rubinetti antincendio non c’è mai stata una goccia d’acqua. L’unica via di fuga dell’ala nuova è una scala di otto piani senza una luce di emergenza al buio. Hanno fatto scendere da lì un centinaio di pazienti, molti allettati".

Il tribunale potrebbe procedere nei prossimi giorni ad iscrizioni sull’albo degli indagati. Entro mercoledì saranno eseguite le autopsie sulle tre vittime. Da chiarire anche la tempistica delle richieste di soccorso, con alcuni pazienti che hanno avvertito i famigliari e poi alle 23 la prima chiamata al 115. Nel frattempo le parti non danneggiate dell’ospedale, cioè la maggioranza, dovrebbero essere dissequestrate e riaperte. "La parte non direttamente danneggiata dalle fiamme – ha detto il sindaco di Tivoli Giuseppe Proietti – sarà a giorni liberata dal provvedimento di sequestro della Procura e sarà quindi immediatamente resa disponibile per l’erogazione dei servizi essenziali. Purtroppo questo non potrà riguardare il Pronto soccorso, che è stato seriamente danneggiato". Un Pronto soccorso sarà creato nella palestra Maramotti di Tivoli. Altri servizi (maternità, oncologia) saranno operativi in altri ospedali.

Ovviamente si tratta di soluzioni provvisorie in vista – ma ci vorranno parecchi anni – della creazione di un nuovo ospedale. "Sabato il presidente della Regione Lazio Rocca – ha sostenuto il sindaco di Tivoli Giuseppe Proietti – mi ha anticipato che nella prossima riunione di giunta regionale verrà reso operativo tutto l’avvio della procedura per la realizzazione del nuovo Policlinico Tiburtino, che non sarà qui in centro".

a.farr.