La manifestazione dell'Anpi di ieri
La manifestazione dell'Anpi di ieri

Roma, 29 maggio 2021 – Della vernice rossa è stata ritrovata ieri sera ad Affile, comune della Città Metropolitana di Roma, sulle lapidi del monumento dedicato al gerarca Rodolfo Graziani.

L’indignazione del sindaco di Affile

La scoperta è stata fatta dopo un flash mob organizzato dall’Anpi in occasione dell’84esimo anniversario della strage di Debra Libanos, in Etiopia, dove furono trucidati più di 2mila tra monaci, diaconi e pellegrini ortodossi dagli uomini del generale Pietro Maletti, dietro ordine dell’allora viceré Graziani. Alla manifestazione era presente anche una delegazione della comunità etiope di Roma.

Il ritrovamento ha suscitato l’indignazione del sindaco di Affile, Ercole Viri: “Hanno lasciato il marchio indelebile della vernice rossa sulle lapidi dimostrando ancora una volta l'inciviltà e l'odio che li contraddistingue”. Alla manifestazione di ieri erano presenti anche Gianfranco Pagliarulo e Fabrizio De Sanctis, rispettivamente presidente nazionale e provinciale di Roma dell’associazione partigiani.

Le parole di Pagliarulo (Anpi)

“Siamo qui per denunciare una grande ignominia: un monumento intitolato non al soldato affilano più rappresentativo, come incautamente affermato, ma all'uomo delle carneficine, delle impiccagioni, dei gas letali. Perché questo fu Rodolfo Graziani”, ha detto ieri Pagliarulo durante il suo intervento.

“E le due parole sulla pietra del monumento, patria e onore, suonano come il più grande oltraggio alla patria e all'onore. Onore è parola che significa dignità morale e sociale. Quale onore in un uomo che sottomette un altro popolo in un'orgia di sangue? Patria. La nostra patria è l'Italia – ha aggiunto –. La parola Italia è nominata nella Costituzione due sole volte: L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro, L'Italia ripudia la guerra”.

“Tutto il contrario di un Paese fondato sul razzismo imperiale. Perché, vedete, le stragi di Graziani furono certo l'operato di un criminale di guerra, e non fu certo l'unico – ha concluso Pagliarulo –. Ma furono anche stragi dello Stato fascista, di una macchina di violenza e di costrizione verso l'altro”.

L'Anpi: "Il sindaco si ricordi dei cadaveri penzolanti"

"Apprendiamo che dopo il nostro flash mob di ieri ad Affile il 'monumento' a Graziani è stato imbrattato. Naturalmente non ci riguarda, come conviene immaginare al sindaco, perché siamo rispettosi delle leggi e perché mai ci sporcheremmo le mani a toccare quella roba dedicata a Graziani", ha affermato l'Anpi in una nota.

"Se dietro la sua figura non ci fosse la tragedia del popolo etiope, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate - prosegue l'Anpi - davanti al commento del sindaco che, rivolto evidentemente a noi, parla di inciviltà e odio. Si ricordi il signor sindaco dei cadaveri penzolanti dalle forche o delle ceste piene di teste mozzate di etiopi o ancora del massacro di 2000 monaci a Debra Libanos. È segno di inciviltà ed odio aver eretto un monumento a un boia".