Roma, 30 settembre 2021 - “Reddito di cittadinanza a chi è sospeso dal lavoro perché sprovvisto di Green pass". È la proposta provocatoria lanciata in queste ore dal medico no-vax Mariano Amici, sospeso senza stipendio dall’Asl territoriale di Ardea perché, nonostante i ripetuti solleciti, non ha voluto sottoporsi alla vaccinazione anti CCovid. Oltre a lavorare come medico di base ad Ardea, Amici è diventato uno dei leader del movimento no-vax: diventato famoso per le sue partecipazioni a programmi tv in cui manifestava posizioni contrarie al vaccino anti-Covid, a metà settembre ha addirittura depositato il simbolo “Amici per l’Italia”.

"Trovo giusto – spiega il medico – che chi viene sospeso dal proprio lavoro e privato dello stipendio venga in qualche modo indennizzato”. Secondo Amici, chi in queste settimane si è ritrovato al centro del procedimento “è stato sospeso ingiustamente, perché il green pass non impedisce la diffusione del virus. Dategli quindi il reddito di cittadinanza". Sulla sospensione di Amici, notificata intorno al 20 di settembre dall’Asl Roma 6, si era espresso anche l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, che sulle posizioni del medico di Ardea è stato lapidario: “Chi lavora per il servizio sanitario e ha lo stipendio pagato dai contribuenti deve rispettare le regole", ha tagliato corto l’assessore del Lazio. 

"Il cittadino che non vuole vaccinarsi – spiega Amici – deve avere le stesse garanzie di chi percepisce il reddito di cittadinanza, che non perde l'assegno di mantenimento anche se sprovvisto di green pass. Non è giusto che i cittadini percepiscano un reddito senza lavorare e credo che lo Stato dovrebbe indurre chi lo percepisce ad andare a lavorare. Ma se mi sospendi lo stipendio perché sono un no vax, allora devi darmi le stesse garanzie di chi percepisce il reddito di cittadinanza, che non perde il proprio reddito anche se sprovvisto di certificazione verde". Sulle posizioni no-vax di Amici si era espresso anche il Consiglio dell'Ordine, che ha sospeso Amici con le stesse motivazioni dell'Asl per la quale lavorava come medico di famiglia: "Contravvenendo all'articolo 4 del Dl 44 del 2021", non si è vaccinato contro Covid-19 come invece prevede l'obbligo per gli operatori sanitari. 

Amici ribadisce: “Il green pass non ha ragione d'essere. Non è garanzia di impedimento di diffusione del virus. È solo un tentativo di ricatto per far vaccinare le persone e questo non deve avvenire. Ha introdotto una vera e propria discriminazione tra vaccinati e non vaccinati. Ma i vaccinati possono trasmettere la malattia e si ammalano con frequenza, pertanto dovrebbero essere sottoposti a tampone per lavorare come i non vaccinati. Se ciò avvenisse - conclude - vedremmo chiaramente che i positivi sono più spesso vaccinati che non”. No Green Pass, sindaco trevigiano sposta l'ufficio fuori dal municipio: non è vaccinato