Roma, 19 novembre 2021 - "Siamo qui perché siamo la generazione zero, ignorata da tutta la politica, siamo qui perché siamo stufi di un sistema scolastico che non funziona". 
Sono le parole urlate al megafono da Valeria, studentessa del liceo 'Albertelli', al corteo studentesco 'Ma quale futuro? Ripartiamo dalla scuola', che si è svolto stamattina a Roma (e in altre 80 città italiane),partito alle ore 10 da Piramide per poi fermarsi al ministero dell'Istruzione. Sono  circa un migliaio gli studenti in piazza, sia  di licei che di università di Roma, che hanno partecipato al corteo organizzato oggi nella Capitale, proprio durante la settimana dello studente che, come in diverse città italiane, stanno protestando per rivendicare un approccio diverso al mondo dell'Istruzione, alla condizione ambientale e al futuro dei giovani.  
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"Stufi delle scuole che cadono a pezzi"

"Siamo qui per dimostrare che invece siamo noi la generazione da cui bisogna ripartire - ha proseguito Valeria - siamo qui perché vogliamo degli investimenti reali nella scuola, perché siamo stufi delle scuole che cadono a pezzi, siano stufi di questi orari disumani, e siamo qui per gridarlo a gran voce! Non siamo solo voti e numeri ed è stressante stare tra i banchi di scuole con l'unico obiettivo della valutazione o di un esame di maturità. Non dobbiamo stare al di sotto della piramide della scuola, ma al vertice. Vogliamo ribaltare il sistema perché noi siamo la generazione dalla quale bisogna ripartire e vogliamo essere messi al primo posto. Se non avremo risposte dal governo, continueremo a manifestare, anche a costo di fare lezioni fuori dalla scuola. Adesso, con questa grande sfida del Pnrr, pretendiamo che ci siano dei fondi per l'istruzione, perché non è possibile andare avanti così". 
Un momento della manifestazione degli studenti a Roma

Liceo Augusto di Roma: "Scuole come aziende senza socialità"


Tra di loro c'è anche Giulia, rappresentante del liceo statale Augusto di Roma: "Stiamo vedendo la nostra scuola e il nostro futuro cadere a pezzi. Le condizioni dei nostri istituti sono pietose da tantissimi anni e non abbiamo più spazi per noi e per organizzare assemblee. Non c'è più socialità e la scuola sembra stia diventando un'azienda. Questo a noi non piace, perché la scuola è nostra e non è solo didattica. Bisogna che ci sia un'apertura al dialogo e al confronto con gli studenti. Continueremo a manifestare fino a quando non verremo ascoltati, anche con mobilitazioni più grandi di questa".  
Studenti alla Piramide a Roma

Università: "Ripartire da zero, come la cifra messa a bilancio per le borse di studio"

Le stesse rivendicazioni arrivano anche dal mondo dell'università: "Dobbiamo ripartire da zero, che è la stessa cifra che è stata messa in legge di bilancio riguardo i trasporti o le borse di studio. Chiediamo - spiega Giovanni, coordinatore nazionale del sindacato studentesco 'Unione degli universitari' - 17 miliardi di investimenti sull'istruzione, per poterla rendere completamente gratuita. Attualmente, uno studente paga tra i 5 e gli 11mila euro l'anno per sostenere i suoi studi universitari e bisogna abbattere questi costi insostenibili. Chiediamo azioni concrete e non le solite promesse. Riempiremo ogni piazza se sarà necessario, perché ci siamo stancati di una politica che non pensa ai giovani e al loro futuro". 

Dal corteo è poi partito il coro 'Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città' accompagnato da slogan quali "Se non cambierà lotta dura sarà" e "Tutti insieme famo paura".