Roma, 12 luglio 2021 – “Madri in rivolta” davanti alla Prefettura di Roma, stamattina una delegazione di donne romane ha manifestato contro prelievi forzati dei bambini da parte dei servizi sociali. E mentre il sit-in era in corso, in altre città italiane sono andati in scena diverse proteste delle mamme. Spesso vittime di uomini violenti, le donne chiedono maggiori tutele per proteggerei figli. Come nel caso di Antonella Penati, la donna sandonatese che per anni ha chiesto che il bambino venisse allontanato dal padre fino a quando il figlio di 7 anni, Federico Barakat, è stato ucciso dal padre durante un incontro col bambino.

"Parliamo di bambini prelevati con la forza a qualunque ora, anche alle sei del mattino, e in qualunque posto, per strada o a scuola. E per questo molto spesso questi bambini sono terrorizzati", ha detto Annamaria Carrese a nome delle “Madri in rivolta”di Roma. Una delle manifestanti si chiede "se è legale prelevare tramite le forze anticrimine con la forza un bambino disperato che urla di fronte alla madre che magari nel frattempo viene contenuta con le mani dietro alla schiena".

"Ringrazio 'Madri in rivolta' che ha organizzato questo presidio anche qui a Roma, come in tutte le prefetture d'Italia - ha aggiunto Giada Giunti, mamma coraggio - in Italia succede che noi mamme vittime di violenza da parte nostri ex mariti subiamo, da una parte della magistratura, ulteriore violenza. Chiediamo aiuto non tanto per noi, ma per i nostri figli che prelevati con la violenza da 10, 20 persone, vengono massacrati per poi essere affidati a delle case famiglie o ai padri violenti. Sono tanti i padri che sono stati diagnosticati violenti, sono stati condannati per violenze però poi gli vengono affidati i figli. Non è possibile che in uno Stato civile accada una cosa del genere".

Giada Giunti ha voluto anche ringraziare il Prefetto per aver firmato il protocollo Zeus finalizzato a implementare la capacità di contenimento e gestione delle violenze relazionali e dei rischi di vittimizzazione. Una sorta di cartellino giallo che avverte il soggetto maltrattante che ciò che sta accadendo non è accettabile offrendogli un trattamento da parte di una equipe di professionisti nel curare persone con problemi relazionali.

Tra le richieste emerse dal sit-in, oltre allo stop dei prelievi forzati, anche quella di mandare "ispettori nei tribunali e che i bambini già prelevati tornino dalle loro madri". Lo ha chiesto molte volte, anche con uno sciopero della fame, Laura Massaro, altra icona delle mamme coraggio, raggiunta da un ennesimo decreto del Tribunale per i minorenni di Roma che stabilisce il prelevamento di suo figlio di 11 anni.