Lucha y siesta casa delle donne di Roma
Lucha y siesta casa delle donne di Roma

Roma, 25 agosto 2021 - "L'asta di via Lucio Sestio 10, tenutasi lo scorso 5 agosto, si è finalmente conclusa: la Regione Lazio si è aggiudicata l'immobile. Con questa acquisizione la Regione riconosce una storia importante e apre, a tutta la comunità che l'ha scritta, un futuro possibile dopo anni di precarietà e incertezze". Lo fa sapere in una nota l'ufficio stampa di Lucha y Siesta, "sportello antiviolenza, casa rifugio, spazio politico femminista e transfemminista, verde e polifunzionale, un'esperienza complessa da sempre a disposizione delle tante persone e delle tante realtà che hanno desiderio o bisogno di attraversarla". 
Oggi dunque "è un giorno speciale per tutte le donne per le quali Lucha è stata casa, per le bambine e i bambini che qui sono cresciuti, per le attiviste che in Lucha hanno sempre creduto. Oggi vinciamo insieme. Oggi scriviamo insieme un pezzetto di storia delle donne e di tutte le soggettività. Lucha y Siesta non è più a rischio di essere svenduta ed entra in una nuova fase in cui finalmente può essere restituita alla città. Ringraziamo- continua la nota- tutte le persone che amano e hanno sostenuto Lucha con un sorriso, un post o una donazione in questi anni, che siano 1 o siano 13. Ringraziamo Marta Bonafoni per aver acceso i motori, le consigliere, i consiglieri e le assessore regionali che ci hanno sostenuto. Con Ale, Fra, Paola, Martina e Francesca nel cuore. Lucha è già di tutte e tutti. Lucha c'è e questa è la sua Casa. Continuiamo a dare Lucha alla città".

Marta Bonafoni: "Giornata storica"

"Oggi è una giornata storica per le cittadine di Roma, ma anche per le donne e gli uomini del Lazio e del nostro Paese. La Casa delle Donne 'Lucha y Siesta' è salva: alla terza asta la Regione Lazio si aggiudica l'immobile di via Lucio Sestio 10 a Roma, finito nel concordato preventivo di Atac, e permette così a un'esperienza unica in Europa, nata dall'impegno sul territorio di un nutrito gruppo di attiviste femministe e transfemministe, di vivere e continuare a dare ricchezza e luce alla città". Lo annuncia, in una nota, la capogruppo della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio Marta Bonafoni. "Un'operazione inedita, figlia della buona politica e di un rapporto virtuoso tra istituzione e attiviste, grazie al quale - aggiunge - è salvo quel patrimonio di sogni, relazioni e opportunità per donne e bambini in uscita dalla violenza tessuti dalle attiviste di Lucha in 13 anni di lotte, sacrifici e un'incredibile capacità di resistenza che le ha portate fin qui, a festeggiare insieme a noi questa vittoria. Un traguardo tanto prezioso quanto sudato, se si osserva il percorso affrontato e si mettono a fuoco i pericoli scampati. Dalle continue minacce di sgombero e distacco delle utenze, alla totale mancanza di visione della giunta capitolina guidata da Virginia Raggi, che ci ha costretto a giocare una partita bendate sui destini di donne e bambini in stato di protezione, fino ai paventati tentativi di speculazione immobiliare, che hanno creato un clima di tensione e paura, anche negli ultimi istanti di questa incredibile vicenda". "Siamo state più forti noi che, consapevoli di quanto lunga e accidentata sarebbe stata la strada, abbiamo creduto di potercela fare. Dapprima, con una mozione approvata in Consiglio, che nel marzo del 2019 impegnava la Regione ad aprire un tavolo col Comune di Roma per evitare la chiusura e la vendita dell'immobile; poi, pochi mesi dopo, con i 2,4 milioni di euro stanziati per salvare Lucha grazie a un emendamento a mia prima firma, siglato da dieci tra consigliere e consiglieri di maggioranza ai quali - sottolinea Bonafoni - dico grazie dal primo all'ultimo". 

Nicola Zingaretti: "Patrimonio di Roma e della comunità"

"Abbiamo salvato Lucha y Siesta, una grande esperienza di protagonismo delle donne e lotta alla violenza di genere. Un patrimonio di tutta Roma e della nostra comunità" - ha scritto  sul suo profilo Facebook il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. 
"Lo abbiamo fatto perché è ipocrita riempirsi la bocca della parola diritti e solidarietà e poi assistere senza fare nulla alla chiusura dei servizi - sottolinea - è lo stesso spirito che ci ha portato, qualche anno fa, a salvare tutti i centri antiviolenza di Roma e provincia che rischiavano di chiudere. Ora la Regione resterà al vostro fianco, la vostra storia è un bene comune: i vostri valori sono anche i nostri. Grazie per il coraggio e l'impegno di ogni giorno".