L'incidente mortale sul Grande raccordo anulare di Roma (Ansa)
L'incidente mortale sul Grande raccordo anulare di Roma (Ansa)

Roma, 6 maggio 2021 – Incidente con due morti sul Grande raccordo anulare di Roma. Nel tragico scontro sono coinvolti un carroattrezzi e una moto. A farne le spese gli occupanti della due ruote: Simone Piromalli, uno dei testimoni chiave nel processo per l'omicidio di Luca Sacchi (il 25enne ucciso con un colpo di pistola nel quartiere Appio Latino il 23 ottobre 2019), e Giorgia Albano, la ragazza che viaggiava con lui. 

La dinamica

L'incidente è avvenuto in carreggiata interna, all'altezza del chilometro 27.300, tra l'uscita 11 Nomentana e l'uscita 12 Centrale del Latte. Secondo quanto si apprende, la moto su cui viaggiavano i due giovani si sarebbe scontrata con il carroattrezzi a ridosso della corsia d'emergenza. Sul posto sono intervenute le squadre Anas, il personale del 118 e la Polizia stradale.

Il processo per il delitto Sacchi

Piromalli  era una delle persone che si erano ritrovate la sera del 23 ottobre 2019 nei pressi di un pub nel quartiere Appio Latino, dove Luca Sacchi, personal trainer di 24 anni, venne ferito a colpi di pistola e morì poco dopo. Ecco il passaggio centrale della sua testimonianza: "Ho visto estrarre una mazzetta di soldi dallo zaino rosa che portava Anastasiya". 
Il processo si è aperto il 18 maggio 2020, e vede cinque imputati: Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, i due ventenni accusati di essere gli autori materiali dell'aggressione, Marcello De Propris, per aver consegnato loro l'arma del delitto, il padre di quest'ultimo, Armando, accusato della detenzione della pistola, e Anastasiya Kylemnyk, fidanzata della vittima, che compare sia come imputata (violazione della legge sulle sostanze stupefacenti) che come parte offesa. Una condanna a quattro anni è già stata emessa con rito abbreviato contro Giovanni Princi, l'amico di Sacchi che avrebbe raccolto i soldi (70 mila euro) che Anastasiya portava in uno zaino la sera dell'aggressione. La somma, secondo la ricostruzione della procura, era il prezzo pattuito per la cessione di 15 chili di marijuana.
Piromalli quella sera aveva visto i soldi che "qualcuno" ha tirato fuori dallo zaino di Anastasiya e aveva sentito discutere sull'acquisto della marijuana. Lui era poi entrato nel pub e lì aveva poi sentito "un rumore forte e Anastasiya che gridava in terra". Secondo la ricostruzione dell'accusa, che ha contestato la premeditazione a Pirino e Del Grosso per essere arrivati armati all'incontro, durante la trattativa per la droga Anastasiya era stata aggredita perché consegnasse i soldi che portava con sé, e nella colluttazione successiva Sacchi è stato ucciso a colpi di pistola sparati da Del Grosso.