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18 giu 2022

Incendio Malagrotta, rapporto Arpa: diossine oltre i limiti a Fiumicino

Misure precauzionali per altri due giorni per i cittadini che vivono nell'arco di 6 chilometri dal luogo dell'incendio che ha devastato l'impianto di rifiuti. Diossine nella norma a Roma

18 giu 2022

Malagrotta (Roma), 18 giugno 2022 - È Fiumicino la città più colpita dall’effetto diossina, il livello di inquinamento è oltre i valori dell’Oms, mentre risulta nei limiti Roma. È il risultato del monitoraggio effettuato in Valle Galeria dall’Arpa del Lazio, dopo il grosso incendio scoppiato nei giorni scorsi al Tmb di Malagrotta, il centro di trattamento dei rifiuti che si trova al confine tra le due città.

Arpa Lazio ha installato dei campionatori nell'area colpita non solo dall’incendio, ma anche dalla nube di fumo che si è sviluppata dopo lo scoppio delle fiamme, per verificare gli effetti sulla
qualità dell'aria respirata dagli abitanti. A preoccupare, sono gli ultimi rilevamenti, quelli effettuati a partire dal giorno successivo all’incendio, scoppiato nel pomeriggio del 15 giugno.

Non solo diossine. "I valori di giovedì 16 giugno, mostrano un incremento delle concentrazioni di particolato (PM10 e PM2.5), le concentrazioni rilevate dalla centralina di Malagrotta sono più elevate, pari a quasi il doppio, di quelle del giorno precedente. I valori aumentano anche nelle due stazioni di Fiumicino", spiega l'Arpa nel rapporto riguardo l'incendio Tmb di Malagrotta.

Fiumicino, prorogati i divieti

Il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, sulla base delle rilevazioni delle centraline, in accordo con Arpa Lazio e Asl Rm3, ha deciso di prorogare l'ordinanza emessa giovedì scorso fino alla mezzanotte di domenica 19 giugno. "I livelli di diossina rilevati, infatti, sono risultati alti: a Fiumicino pari a 0.9 contro lo 0.3 indicato dall'Oms, come limite di soglia naturale”, spiega il primo cittadino, Esterino Montino. “Al di là delle scuole che sono comunque chiuse nel fine settimana, quindi, rimangono sospese le attività ludico ricreative e sportive destinate all'infanzia, come ad esempio i centri estivi pubblici e privati, nell'area di Parco Leonardo, Pleiadi, Vignole, Via Portuense tratto compreso tra il cimitero comunale e la fiera di Roma e via della Muratella fino all'intersezione con via della Trigolana".

Ma "da lunedì 20 giugno queste attività, come anche i nidi e le scuole dell'infanzia, potranno riprendere. Rimane il divieto di consumare frutta e verdura prodotta nella zona indicata fino a
nuovi rilevamenti da parte degli organismi competenti".

Cosa succede nella Capitale

Prorogata l'ordinanza per altre 48 ore. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha firmato ieri sera la nuova ordinanza che proroga per altri due giorni le disposizioni precauzionali, dopo l'incendio all'impianto di Malagrotta. Per un raggio di 6 chilometri dal luogo dell'incendio si ordina: la sospensione delle attività didattico educative e ludico ricreative e sportive, e dei servizi educativi e dell'infanzia compresi i centri estivi pubblici e privati; il divieto di consumo degli alimenti di origine animale e vegetale prodotti nell'area individuata; il divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile; il divieto di utilizzo dei foraggi e cereali destinati agli animali, raccolti nell'area individuata. Si raccomanda di limitare le attività all'aperto, con particolare riguardo a quelle di natura ludico-ricreative e di mantenere chiuse le finestre in caso di presenza di odori acri. 

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I valori delle diossine

Valori alti di inquinanti e diossine ma nei limiti di legge. Arrivano i primi dati dei rilievi dell'Arpa sull'incendio di Malagrotta e intanto la Procura precisa che ci vorranno almeno tre mesi per accertare le cause. Nessun allarme diossina, dunque, nell'area di  Malagrotta. "Concentrazioni di tossicità equivalente (TEQ) in ambiente urbano di diossine e furani sono stimati (dati World Health Organization WHO nel documento Guidelines for Europe 2000) pari a circa 0,1 pg/m3, anche se è elevata la variabilità da zona a zona, mentre concentrazioni in aria di 0,3 pg/m3 o superiore sono indicazioni per fonti di emissione localizzate - si legge nel monitorattio di Arfa -. Il valore del primo campione è inferiore al valore di riferimento individuato dall'Oms per l'ambiente urbano, il valore del secondo campione è pari al valore di riferimento individuato come indicativo della presenza di una sorgente locale di emissione".

Nel report si legge che "sono stati installati nella serata di mercoledì 15 giugno due campionatori. Un campionatore è stato installato nei pressi dell'incendio, mentre il secondo è stato installato nella zona di Ponte Galeria (nel comune di Fiumicino), distante circa 6 km in linea d'aria. Il sito è stato individuato sulla base dell'analisi visiva dell'andamento prevalente dei fumi e vincolato alla necessità di posizionarlo in un luogo custodito e dotato di un allaccio elettrico disponibile e utilizzabile. L'analizzatore è stato posizionato presso una sede in allestimento della Protezione Civile.

I primi due campioni, provenienti dallo strumento collocato nei pressi dell'incendio, sono stati ritirati, rispettivamente, nella mattinata del 16 giugno e nel pomeriggio dello stesso giorno e inviati presso i laboratori dell'Agenzia per le analisi dei microinquinanti (diossine, furani, PCB, IPA - Benzene), composti pericolosi per l'ambiente e la salute che possono essersi generati a seguito della combustione. Già oggi sabato 18, potrebbero essere disponibili anche i dati del primo campione proveniente dallo strumento installato nella zona di Ponte Galeria, che sono relativi ad un campionamento avviato alle ore 23 circa del 15 giugno e terminato nella mattina del 17 giugno.

Coldiretti: danni incalcolabili

Intanto tira le somme Coldiretti. ''I danni per le aziende agricole e zootecniche causati dall'incendio sono incalcolabili - dice il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri -. L'inevitabile stop alla vendita e consumo di prodotti degli alimenti di origine animale e vegetale prodotti nell'area, mette in difficoltà le aziende che già si trovano in seria difficoltà''.  Il latte prodotto in queste 48 ore è stato buttato e la stessa situazione riguarda l'ortofrutta. Le ordinanze dispongono il divieto di consumo degli alimenti di origine animale e vegetale prodotti nell'area individuata, ai quali si aggiunge il divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile, il divieto di utilizzo dei foraggi e cereali destinati agli animali che sono stati raccolti nell'area individuata. Stop quindi al consumo di frutta e verdura con la perdita del prodotto in campo prossimo alla raccolta ma anche la perdita del latte delle mucche che devono essere munte tutti i giorni.  

"Occorre verificare le conseguenze reali del rogo e il suo impatto sul territorio - spiega il presidente di Coldiretti Roma, Niccolò Sacchetti - con serietà e attenzione ma senza allarmismi per adottare subito ristori immediati agli agricoltori in un momento di particolare difficoltà per l'aumento dei costi delle materie prime e la siccità''. Coldiretti Lazio chiede ristori immediati in un momento di particolare difficoltà per gli agricoltori, già alle prese con molteplici problematiche che vanno dalle conseguenze causate dalla pandemia, all'aumento dei costi delle materie prime fino al caro carburante, la siccità e la peste suina.

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