Roma, 19 ottobre 2021 – È il giorno di Quentin Tarantino alla Festa del cinema di Roma. E nella Capitale, ad accogliere il regista statunitense è stato un bagno di folla. Ma il momento clou è arrivato al conferimento del Premio alla Carriera, ricevuto da Dario Argento davanti a una sala completamente piena di fan che hanno applaudito a ogni risposta, battuta e clip mandata sul grande schermo per rendere omaggio al regista. "Tu sei non solo l'orgoglio del cinema americano - sono state le parole di Argento - ma anche l'orgoglio di una parte del cinema italiano. Sono così onorato di dare questo premio a uno dei più grandi talenti mondiali. Evviva Quentin Tarantino".

A sorpresa sono arrivati tre video con messaggi di congratulazioni da parte di attori iconici della cinematografia di Tarantino: Samuel Jackson, John Travolta e Christopher Waltz. Nella lunga intervista con Antonio Monda tanti gli argomenti: il curriculum 'taroccato' dove Tarantino scriveva di aver partecipato a due film di Romero e di Godard; la voglia di fare l'attore trasformata presto in passione per la regia perchè "volevo che il film fosse mio"; il ricordo di Ennio Morricone "il mio compositore preferito, un vero gigante". Alla fine standing ovation di un pubblico impazzito che ha cercato di raggiungerlo per gli autografi.

Durante la giornata, il regista e scrittore, aveva mandato in subbuglio i fan non escludendo un Kill Bill 3: "Non so quale sarà il prossimo film che girerò - ha dichiarato -, magari quello che suggeriva lei, Kill Bill III, non lo escludo". Poi, ha ammesso di avere nuove priorità nella sua vita: "Ho voluto avere un figlio verso la fine della mia carriera, ecco perché non l'ho avuto prima. Ora tutte le mie priorità sono cambiate un po'".

image

Le critiche

Quentin Tarantino e Daniella Pick (Ansa)

Appassionato da sempre di cinema italiano, vorace divoratore di film di ogni genere, autore di grandi opere, da "Le iene", a " Kill Bill", da "Pulp fiction" a "Bastardi senza gloria", Quentin è molto amato dal suo pubblico, ma tra i critici ha avuto molti detrattori. Il regista americano si è soffermato a lungo sulla necessità di esprimersi senza lasciarsi condizionare dalle critiche. "Bisogna avere la capacità di accettare che ad alcune persone non piacerà il tuo film - ha dichiarato -. Se il film diventa argomento di conversazione, esprime lo spirito del tempo, va bene: ad alcuni non piacerà mai ma non devi prendertela. Pulp fiction è stato oggetto di grandi discussioni e questo va bene, vuol dire che ha animato un dibattito".

Alla domanda quale film o quale persona lui vorrebbe cancellare ha risposto in maniera molto chiara: "La nascita di una nazione" di David Griffith, il film muto del 1915. "Non solo è un film razzista, ma ha portato alla rinascita del Ku Klux Klan - ha detto -. Griffith se fosse stato sul banco degli imputati a Norimberga, secondo i principi dei processi che hanno avuto altri imputati, sarebbe sicuramente risultato colpevole. Non voglio uccidere nessuno ma ci sono persone che se non fossero nate sarebbe stato meglio". E a proposito del suo film che ha "riletto" la storia del Nazismo, "Bastardi senza gloria", ha ammesso: "Non ho deciso a priori di riscrivere la storia, non avevo questa intenzione, ma scrivendo mi sono messo in trappola da solo e per uscirne ho deciso di uccidere Hitler".

"C'era una volta ad Hollywood"

Ma Tarantino si è reinventato anche scritto e ha da poco pubblicato il suo primo romanzo, "C’era una volta ad Hollywood", tratto dal suo ultimo film. "Sono cresciuto leggendo libri che si basavano sui film, negli anni Settanta e Ottanta. - ha spiegato -. Ad un certo punto ho pensato di farlo con un mio film, e questo si ricollega sempre al discorso `arte alta e arte bassa`: questa è sicuramente la forma più bassa di letteratura, ma avevo moltissimo materiale sui personaggi di questo film, che non avevo incluso, e mi è sembrata la scelta giusta". Tarantino ha definito questo libro "un romanzo che espande il mio film ma anche un romanzo su Hollywood".