Oliver Stone alla Festa del cinema di Roma (Ansa)
Oliver Stone alla Festa del cinema di Roma (Ansa)

Roma, 20 ottobre 2021 – Oliver Stone sul red carpet di Roma, il regista pluripremiato è arrivato alla 16esima edizione della Festa dei Cinema per presentare al pubblico le sue ultime opere: “Qazaq - History of the Golden Man”, che vede Stone come produttore, e la mini serie sull’assassinio del presidente Kennedy, dal titolo “JFK - Destiny Betrayed”.

Il primo film è diretto dal regista ucraino Igor Lopatonok e Stone, oltre ad averlo prodotto, svolge anche il ruolo di intervistatore d'eccezione: di fronte a lui, Nursultan Nazarbayev, il primo presidente del Kazakistan, al potere dal 1990 e ritiratosi nel 2019. Una lunga chiacchierata, a tratti controversa, tra il maestro di Hollywood e l'ex leader, a cavallo tra geopolitica e costume, cultura e vita privata. Qazaq si arricchisce della colonna sonora realizzata da Carlo Siliotto, tra i più autorevoli esperti a livello internazionale di musica tradizionale kazaka. Immancabile il red carpet per Stone e Lopatonok che manderà in delirio i fan.

La seconda opera, “JFK - Destiny Betrayed", è la nuova serie in quattro puntate, firmata dallo stesso Stone sull'assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy. Trent'anni dopo il suo film “JFK - Un caso ancora aperto”, Stone esamina i documenti recentemente desecretati su uno dei misteri più controversi del '900. Con le voci narranti di Whoopi Goldberg e Donald Sutherland - e con un gruppo di scienziati forensi, medici, esperti di balistica, storici e testimoni - le prove presentate da Stone dimostrano che nel caso Kennedy la teoria del complotto è ormai una realtà.

Stasera il registra e produttore americano, sarà ospite al Teatro Palladium per presentare agli spettatori il film “JFK Revisited: Through the Looking Glass”, versione cinematografica della serie televisiva firmata da Stone. Alla Festa del cinema ci sarà anche il premio Oscar Alfonso Cuaron, il regista di "Roma", esponente di spicco della nouvelle vague messicana, che si è saputo contraddistinguere grazie al suo amore per il racconto inteso come narrazione totale e immersiva e il porre sempre l'uomo al centro della storia, con le proprie fragilità, inquietudini e desideri. Il regista, sceneggiatore, produttore nonché montatore, parlerà al pubblico dei film italiani che hanno
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Kennedy: la teoria del complotto

“È preoccupante che nessuno del governo americano abbia il coraggio di fare qualcosa. Non appena apri bocca, ti trattano come un pazzo: questa è una realtà che dura da 60 anni. La difesa americana è un muro di gomma, non è possibile la verità senza un presidente molto coraggioso". A dirlo è a Oliver Stone, oggi alla Festa di Roma in una doppia veste. Il cineasta è infatti regista di “Jfk Revisited: through the looking glass”, in cui, trent'anni dopo “Jfk - Un caso ancora aperto”, esamina i documenti recentemente desecretati sull'assassinio a Dallas nel 1963 del trentacinquesimo presidente americano John Fitzerald Kennedy, il mistero più controverso del '900. La pellicola è la versione cinematografica di una mini-serie di quattro ore che approfondisce il tema dando anche uno sguardo dietro le quinte delle azioni post-assassinio e dei sospetti iniziali del fratello di Kennedy, Robert, così come le sue opinioni sull'indagine ufficiale della Commissione Warren.

Per il regista, da sempre ossessionato dalla ricerca della verità sull'uccisione di Kennedy, "è importante capire perché è stato ucciso. Era un guerriero per la pace, cercava di cambiare il mondo". E continua: "Dopo il 1991, fu piuttosto difficile parlarne al Congresso – spiega il regista – poi finalmente furono costretti a passare la legge che ha permesso ulteriori indagini. Sono stati esaminati 60mila documenti, pubblicati ma non del tutto perché la Cia e i servizi segreti hanno distrutto due intere scatole contenenti il viaggio di Kennedy in Florida. Siamo ancora in attesa oggi che vengano pubblicati altri dati". E se "Trump si lasciò convincere dalla CIA e dall'Fbi che non fosse il caso di pubblicarli, adesso abbiamo un altro presidente, irlandese e cattolico, quindi la speranza è che vengano desecretati", aggiunge Stone. Molte le evidenze che non tornano secondo il regista.

"Tutto è stato sottoposto al controllo. L'autopsia si sarebbe dovuta svolgere a Dallas – spiega – e così non è stato, hanno militarizzato tutto ed è stata fatta con equipe di medici militari non esperti". L'autopsia del presidente USA, osserva Stone, è stata "disastrosa perché non ha coinciso con ciò che hanno visto i testimoni". All'epoca, "non sapevano che la popolazione si sarebbe ribellata ad una narrazione senza verità". Anche l'analisi dei colpi sparati dall'omicida desta molte perplessità. "Il desecretamento del materiale dell'autopsia ha dimostrato chiaramente che il medico responsabile ha detto che il primo colpo era frontale – dice Stone – . Il dottor Perry, però, era terrorizzato e ha detto che la prima pallottola è passata per il collo anteriore". Un altro colpo su cui ci sono dubbi "è il colpo alla schiena. Chiunque ne capisca qualcosa capisce subito che un solo colpo non sarebbe stato in grado di ottenere quell'effetto mortale", spiega il regista. Roma, Festa del Cinema. Tutti pazzi per Johnny Depp, red carpet ad Alice nella città/VIDEO