Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco dal 13 marzo 2013
Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco dal 13 marzo 2013

Roma, 25 Aprile 2021 – Questa mattina Papa Francesco è entrato in processione nella Basilica di San Pietro per presiedere la messa durante la quale ha conferito l'ordinazione sacerdotale a nove diaconi: sei provenienti dal Pontificio Seminario Romano Maggiore, due dal Collegio Diocesano Redemptoris Mater e uno dal Seminario della Madonna del Divino Amore.

Si tratta di sei italiani: Salvatore Marco Montone, 32 anni; Manuel Secci, 26; Salvatore Lucchesi; Giorgio De Iuri, 29; Riccardo Cendamo, 40 e Samuel Piermarini, 28. Diventano sacerdoti anche il romeno Georg Marius Bogdan, il colombiano Diego Armando Barrera Parra e il brasiliano Mateus Henrique Ataide Da Cruz.

La cerimonia

Pur nelle restrizioni di accesso in Basilica per le norme anti-pandemia, la cerimonia non è svolta più all'Altare della Cattedra, come avvenuto in tutto l'ultimo anno, ma all'Altare centrale "della Confessione". Nella navata, alcune centinaia di fedeli: tutti con la mascherina, compresi i nove ordinandi, in prima fila, in tunica bianca.

Hanno concelebrato con il Papa il card. Angelo De Donatis, vicario generale per la Diocesi di Roma; mons. Gianpiero Palmieri, vicegerente di Roma; alcuni cardinali, i vescovi ausiliari; i superiori dei Seminari interessati e i parroci degli ordinandi. L'omelia che il Pontefice ha pronunciato nel corso della celebrazione è nella sostanza l'omelia prevista nel Rituale per l'Ordinazione dei Presbiteri.

L'omelia

Per favore, allontanatevi dalla vanità, dall'orgoglio dei soldi: il diavolo entra dalle tasche, pensate questo – ha detto Papa Francesco durante la sua omelia – . Siate poveri, come povero è il santo popolo fedele di Dio. Poveri che amano i poveri. Non siate arrampicatori. La carriera ecclesiastica... così diventi funzionario, e quando il sacerdote entra a fare l'imprenditore, della parrocchia, del collegio, perde quella vicinanza al popolo, perde quella povertà che lo assomiglia a Cristo povero e crocifisso, e diventa imprenditore, sacerdote imprenditore, non servitore".

"Questa non è una carriera, è un servizio come lo stesso che ha fatto Dio al suo popolo. Un servizio che uno stile di vicinanza, di compassione e di tenerezza”. Il Pontefice ha poi spiegato che "le vicinanze cui attenersi sono quattro: con Dio, nella preghiera, nei sacramenti e nella messa. Siate vicini al santo popolo fedele di Dio, ma prima di tutto vicini a Dio con la preghiera".

"Voi siete stati eletti, presi dal popolo di Dio: non dimenticatevi da dove siete venuti, dalla vostra famiglia, dal vostro popolo. Non perdete il 'fiuto' del popolo di Dio. Sacerdoti di popolo, non chierici di Stato", ha raccomandato. "Siate misericordiosi, siate perdonatori, perché Dio perdona tutto, non si stanca di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono. Non abbiate paura. Se voi siete vicini al Signore, al vescovo, fra voi, se voi avrete lo stile di Dio, tutto andrà bene".