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5 gen 2022
5 gen 2022

Covid ospedali, Roma al collasso. Nursing Up: "A Tor Vergata la situazione più grave"

Il sindacato degli infermieri denuncia una situazione pesantissima, il report mostra la mappa dei disagi nella Capitale

5 gen 2022
(DIRE) Bologna, 23 dic. - Infermieri dirottati nei reparti Covid senza preavviso. Succede negli ospedali bolognesi sotto l'attacco della quarta ondata Covid: "Non siamo carne da macello", tuona Antonella Rodigliano, segretaria territoriale del Nursind Bologna, sigla appunto degli infermieri che rivendica nuove assunzioni. "Non si pu
Infermieri dirottati nei reparti Covid
(DIRE) Bologna, 23 dic. - Infermieri dirottati nei reparti Covid senza preavviso. Succede negli ospedali bolognesi sotto l'attacco della quarta ondata Covid: "Non siamo carne da macello", tuona Antonella Rodigliano, segretaria territoriale del Nursind Bologna, sigla appunto degli infermieri che rivendica nuove assunzioni. "Non si pu
Infermieri dirottati nei reparti Covid

Roma, 5 gennaio 2022 – Con un migliaio di infermieri contagiati ogni giorno, ospedali e pronto soccorso rischiano il corto circuito. A dirlo è il sindacato “Nursing Up”, che parla di "un quadro da film horror, tra turni massacranti, carenza di personale, con sempre più colleghi infettati e costretti a rimanere a casa ogni 24 ore, reparti ordinari convertiti in fretta e furia in aree Covid". Da un’indagine condotta dal sindacato, ad essere maggiormente in difficoltà sono gli ospedali di Roma.

“È il nuovo freddo inverno degli infermieri italiani”, che si trovano nel pieno della quarta ondata, "con una media di 800-1000 colleghi che si infettano ogni 24 ore”. E mentre nelle prossime ore, dati alla mano, potrebbe esserci un nuovo netto peggioramento del picco dei contagi degli operatori sanitari, la situazione degli ospedali italiani racconta di una vera e propria paralisi in atto", mette in allerta il sindacato. Tra i sanitari in servizio nei reparti Covid e nelle terapie intensive, quella degli infermieri è anche la categoria più esposta al depressione, ansia e bornuot: a rilevarlo uno studio dell’Università di Verona.

Sommario

Gli ospedali romani: ecco la situazione

Si rischia il collasso prima del 10 di gennaio, soprattutto ora che il Lazio continua a registrare un aumento di positivi. “Molti sono gli infermieri che hanno superato l'orario ordinario contrattuale – continuano dal sindacato – e che stanno coprendo i turni con straordinari e prestazioni aggiuntive, pazienti ammassati e serie riserve sul rispetto della distanza di sicurezza, assenza di personale ai massimi storici”.

“La situazione che appare tra le più gravi in assoluto di tutto il Lazio è quella di Tor Vergata”, dove ci sarebbero solo una dozzina di infermieri in tutto il pronto soccorso. “In una sala medica c'è un solo infermiere ogni 50 pazienti. Il distanziamento dei pazienti è chimera – continuano –, manca personale medico ed infermieristico. Sovraffollamenti continui, con ambulanze bloccate! Sala Covid piena di positivi. Non si trova un'area dove fare i tamponi”. Una situazione esplosiva che si ripercuote anche sulla “tenuta” dei pazienti.

“Gli insulti verbali e le minacce di morte sono all'ordine dell'ora che passa, non meno di 10 al giorno. Ci sono solo due Oss in turno, per 130 o 150 pazienti”. Anche la Campania sta subendo una pressione ospedaliera molto forte, soprattutto nella zona dell'Irpinia dove le strutture sono al collasso. Anche il Veneto è in sofferenza. con il numero più alto di contagi: oggi, per il secondi giorno consecutivo, oltre 16.600 nuovi casi.

Asl Roma 6

All’ospedale di Velletri, secondo quanto rilevato dall’indagine di “Nursing Up”, oltre ai reparti ordinari, da qualche giorni anche la medicina è stata riconvertita ad area Covid. “Reparto di per sé ingestibile, visti i ricoveri, con un solo infermiere e un solo Oss di turno, e con il primo costretto anche a svolgere le funzioni del secondo”, fanno sapere dal sindacato.

“La situazione peggiore – sottolineano – è nel cosiddetto reparto di isolamento, quello con i casi più gravi da ben due anni. Ci sono già pazienti intubati e in gravi condizioni. Anche in questo reparto, c’è un solo infermiere e un Oss solo a chiamata. Naturalmente, qui i colleghi lavorano a contatto diretto con pazienti infetti. I colleghi non ci hanno ancora confermato l'esistenza di test costanti e ricorrenti, finalizzati alla misurazione del livello anticorpale, che in questo caso sarebbero indispensabili”.

Asl Roma 5

Al pronto soccorso Sant’Andrea, la situazione segnalata appare paradossale. “Una nostra infermiera, nell'ambito di una sola giornata, si divide addirittura tra triage del pronto soccorso e servizio in ambulanza. Tra un passaggio e l'altro, nel doversi cambiare, ecco una donna, una madre, che lo fa in uno stanzino angusto con spifferi e con porte rotte”.

Anche al Palestrina è “pronta la riconversione di numerosi reparti ordinari per fare spazio ai ricoveri dei cittadini contagiati”, così come il reparto di chirurgia di Monterotondo. “Dove saranno dirottati i cittadini che necessitano di prestazioni ed interventi che prima venivano garantite nel reparto convertito?”, si chiedono dal sindacato.

Asl Roma 2

 Al pronto soccorso dell’ospedale Pertini la “situazione è caotica, numerosi sono gli infermieri contagiati che rimangono a casa ogni giorno, facendo mancare i numeri di personale necessari e sufficienti”, si legge nel rerport di “Nursing Up”. A Tor Vergata, “i pazienti ci dicono che, al momento del ricovero al pronto soccorso, si ritrovano accatastati l'uno vicino all'altro, con gli evidenti rischi che ne conseguono. Nella sala medica di Tor Vergata, ci sono solo due infermieri che arrivano a gestire anche 40 terapie, si arriva a 50 pazienti in media da tenere in osservazione, con un attesa fino a sette giorni prima del ricovero”.
 

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