Roma, 29 novembre 2021 – Sono 1.121 i nuovi casi positivi al Covid nel Lazio, dove oggi si registrano altri cinque decessi. Contagi abbastanza stabili rispetto a ieri, con 134 persone in meno a fronte di 29.877 tamponi analizzati.

Bollettino Covid Lazio del 29 novembre 2021

Sfiorata la soglia delle 20mila persone in isolamento in tutto il Lazio, dove le terapie intensive hanno raggiunto il 10% di occupazione, facendo scattare la soglia di allerta. Per l’esattezza, sono 19.257 i laziali attualmente positivi al Covid-19, di cui 735 ricoverati nei reparti di area medica (+19), 97 gravi curati in terapia intensiva (+3) e 18.425 in isolamento domiciliare. Nelle ultime ore sono 689 le persone risultate negative al tampone di controllo.

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Vaccini: 2 milioni e mezzo di dosi tra dicembre e gennaio

Ieri sono stati inoculati oltre 27 mila vaccini, con un incremento del 90% rispetto alla settimana precedente anche grazie all’Open Day per gli over 40, andato. “Da questa sera alla mezzanotte, sono aperte le prenotazioni sul portale per gli over 18 anni". A dirlo l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato. Dopo la rimodulazione delle disponibilità degli slot di prenotazione, saranno disponibili oltre 2 milioni e 500 mila posti tra il mese di dicembre e gennaio. Dal primo dicembre, saranno disponibili oltre 40 mila posti al giorno.

La situazione nelle province

Nelle province complessivamente i contagi sono 161, di cui 30 nella Asl di Frosinone76 a Latina, 7 nella zona di Rieti e 48 nuovi contagi e un morto in provincia di Viterbo. Dall'inizio della pandemia ad oggi, i guariti sono 394.087 e i morti 8.974 su un totale di 422.318 casi esaminati, secondo il bollettino aggiornato della Regione Lazio. Sono invece 960 i nuovi positivi emersi tra i Comuni della città metropolitana di Roma e la Capitale.

Lazio a rischio zona gialla

Sfiorata la soglia delle 20mila persone in isolamento in tutto il Lazio, dove le terapie intensive hanno raggiunto il 10% di occupazione, facendo scattare la soglia di allerta. Per l’esattezza, sono 19.257 i laziali attualmente positivi al Covid-19, di cui 735 ricoverati nei reparti di area medica, 97 gravi curati in terapia intensiva e 18.425 in isolamento domiciliare.

Dall'inizio della pandemia ad oggi, i guariti sono 394.087 e i morti 8.974 su un totale di 422.318 casi esaminati, secondo il bollettino aggiornato della Regione Lazio. Il Lazio è sopra la soglia di allerta delle terapie intensive, insieme alle Marche è in bilico per un possibile passaggio in zona gialla. Un cambio di colore scampati solo per ora: se i numeri dei pazienti continueranno ad aggravarsi con questo ritmo, da lunedì prossimo potrebbero scattare le nuove misure.

È il quadro che emerge dal monitoraggio Agenas aggiornato a ieri sera, da cui si evince che il Lazio inizia ad avvicinarsi alla zona di rischio con il 10% di intensive (al limite quindi) e l'11% di ricoveri ordinari, così come le Marche (rispettivamente al 10% e 8%). "Sui casi Covid nel Lazio dobbiamo correre con la terza dose delle vaccinazioni, dal 1 dicembre partiranno gli over 18 a 150 giorni dall'ultima somministrazione", ha spiegato l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato a margine della conferenza di presentazione del Nuovo Ospedale di Latina. Ieri i nuovi casi in tutta la regione erano 1.255 con quattro decessi, il giorno precedente 1.204

Sulla variante Omicron l'assessore attende il responso della comunità scientifica e insiste: "Manteniamo nervi saldi e procediamo con i vaccini".

Omicron, contact tracing sui passeggeri in arrivo a Fiumicino

"Abbiamo chiesto al Ministero che ci fornisse la carta di imbarco e la lista dei passeggeri che è stata data nella giornata di ieri. Stiamo procedendo a tutte le verifiche che devono essere fatte in questo caso per quanto riguarda il contact tracing e la ricostruzione dell'albero dei contatti. Al momento i nostri servizi si stanno dedicando in via prioritaria a questa attività". A spiegare come si stanno muovendo le strutture regionali per tamponare la variante Omicron è l’assessore Alessio D'Amato.

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Di quante persone parliamo? "Sul volo erano 133, ma noi abbiamo chiesto anche i voli precedenti negli ultimi quindici giorni per cui saranno alcune migliaia di viaggiatori. Quelli che stanno sul nostro territorio devono essere controllati tutti, assolutamente. Andremo alla ricerca uno per uno, come è doveroso fare. Per quanto riguarda i controlli in aeroporto, abbiamo chiesto anche al Ministero, noi qui abbiamo lo scalo italiano più importante che è l'aeroporto di Fiumicino, di elevare i controlli, se possibile di fare anche i tamponi a tutti viaggiatori che provengono da aree che hanno un'alta incidenza virale".

Sulla variante Omicron D'Amato ha aggiunto: "Fin dalle prime ore, l'istituto Spallanzani si è messo in contatto con l'omologo a Johannesburg proprio per scambiare dati, informazioni e sequenze genomiche. Io penso che ci vorrà ancora un po' di tempo per capire l'elemento di diffusibilità di questa variante e soprattutto la copertura dei vaccini".

La varinate sudafricana fa paura

"Riguardo alla variante Omicron, consiglio immediati provvedimenti per il contenimento dei flussi di ingresso verso l'Italia", dice il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. "Non abbiamo ora segnali della presenza della variante, ma è giusto anticiparla, quindi faccio un appello a tutti: prudenza, mascherine su naso e bocca al chiuso e all'aperto nei luoghi affollati, perché anticipare il virus significa vincere anche questa battaglia", ha aggiunto in questi giorni, all'insorgere della variante.

Zingaretti si appella ai sindaci per "non perdere i sacrifici che abbiamo fatto". Ma non solo. "Sulla base dei livelli epidemiologici i sindaci stanno decidendo, il 6 dicembre è la data, il mio invito è affinché tutti riflettano su questa possibilità. Nei luoghi dello shopping, nei luoghi affollati anche per strada è utile la mascherina", ha detto il governatore del Lazio, aggiungendo: "Il nemico è il virus, non è il vaccino. Il vaccino è lo scudo che salva la vita, salva il lavoro, salva l'economia e può salvare il Natale. Quindi sta andando bene e ora anche sulle terze dosi bisogna correre".

Ieraci, si ai vaccini ai bambini

Nel weekend l'open day per gli over 40 della Regione Lazio ha fatto 'sold out' con le disponibilità dei posti andate esaurite in poche ore. A parlare di vaccini questa volta è Roberto Ieraci, l'infettivologo referente scientifico per le strategie vaccinazioni dell'Unità
di crisi del Lazio, che spinge sugli Open Day per dare una nuova impennata alla campagna vaccinale. “In questo momento è necessario rendere la vaccinazione anti- Covid il più facile possibile e gli open day, con il modello Lazio, funzionano benissimo da questo punto di vista, l'abbiamo visto con i posti esauriti in poco tempo. Dobbiamo correre con il richiamo vaccinale e i cittadini devono avere a disposizione più possibilità come l'hub, il medico di famiglia, i centri vaccinali ospedalieri, la farmacia e appunto anche gli open day. Le dosi ci sono e il commissario straordinario per l'emergenza lo ha garantito".

Il modello open day over 40 per fare la terza dose potrebbe essere utilizzato anche quando si partirà con le vaccinazioni per la fascia 5-11 anni? "Si dovranno coinvolgere i genitori e i pediatri – avverte Ieraci - questi ultimi sono gli specialisti sul campo che conoscono benissimo i bambini e la loro situazione clinico. Ricordo che, seppur in quantità minore, anche i bambini sono contagiati e possono anche incorrere in forme gravi. In più dobbiamo ridurre il serbatoio dove il virus si replica, per questo occorre vaccinare anche in questa fascia d'età".


Il quadro nelle altre regioni

A livello nazionale i ricoveri sono ancora sotto soglia: le terapie intensive al 7% (contro il limite del 10%) e i ricoveri ordinari al 9% (contro una soglia in questo caso del 15%). Ma il quadro regionale è eterogeneo. La regione più in difficoltà è il Friuli Venezia Giulia, che da oggi è in giallo, con il 15% di intensive e il 22% di ricoveri ordinari. L'Alto Adige ha superato la soglia dei ricoveri (saliti al 18%) e balla sul filo del limite per le terapie intensive (10%).

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L'Umbria è oltre per le terapie intensive (11%) ma ancora indietro nell'occupazione dei reparti ordinari (8%). Ancora più a rischio la Calabria, con il 9% di intensive e il 12% di ricoveri ordinari.

Preoccupa anche la Lombardia, che ha visto un netto incremento di casi e di ricoveri negli ultimi giorni: è al 6% di rianimazioni occupate ma già al 12% nei reparti ordinari. Anche il Veneto si avvicina al limite nelle rianimazioni, con l'8%, stessa percentuale dei ricoveri ordinari, dove quindi c'è ancora margine.