Covid Lazio, bollettino 17 maggio: oggi 388 contagi, 17 decessi
Covid Lazio, bollettino 17 maggio: oggi 388 contagi, 17 decessi

Roma, 17 maggio 2021 Diminuiscono i contagi da Covid-19 e le terapie intensive, ma aumentano i ricoveri e i decessi. Nelle ultime 24 ore nel Lazio i nuovi positivi sono 388, 189 in meno rispetto ai dati comunicati ieri. È il numero più basso degli ultimi 7 mesi, migliorato il dato di ieri anche se i test effettuati stavolta sono stati meno: 15mila (-8mila circa), tra tamponi molecolari e antigenici.

I decessi sono in leggero aumento: 17, 3 in più. Nella città Metropolitana di Roma i contagiati sono 211. Il rapporto d’incidenza tra positivi e tamponi è al 3,6%, ma se si considerano anche gli antigenici la percentuale scende al 2,6%.

Scendono le terapie intensive, ma non i ricoveri

Invertito rispetto a ieri, è invece il dato degli ospedalizzati. I malati di Covid-19 attualmente ricoverati negli ospedali del Lazio e che si trovano nei normali reparti medici, in area non critica, sono 1.563 (+15). Di questi, 235 (-1) occupano le terapie intensive.

In 2 settimane dimezzate le morti degli anziani

Nel Lazio il tasso di mortalità è sceso in tutte le classi d'età. Il dato emerge della sorveglianza sulla condotta dalla Regione in collaborazione con il Dep Lazio e il Seresmi. In modo particolare, sugli anziani il numero dei decessi si è quasi dimezzato nelle ultime due settimane.

Il dato relativo agli over 90 conferma che la mortalità è passata da 76,6% per 100mila abitanti registrata nelle settimane dal 12 al 25 aprile, al 44,8% nelle settimane dal 26 aprile al 9 maggio. Per la classe di età 80-89 si è passati da 37,7% al 22,8%. Tra i 65 e i 79 anni il tasso è sceso dal 17,2% al 10,1%.

Vaccino, completato il 18% dei cicli

Ad oggi oltre il 37% della popolazione target regionale ha avuto la prima dose di vaccino e oltre il 18% ha avuto la seconda dose – ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato -. Questi dati sono in media di 4 punti superiori al dato medio nazionale Il totale dei vaccini somministrati nel Lazio è pari a oltre 2milioni 673mila. Stasera alle 24 apriremo le prenotazioni dai 51 ai 48 anni. Per la prima volta facciamo un salto di 4 classi di età per consentire una ulteriore accelerazione”, ha detto.

Nel Lazio da oggi sono infatti aperte le vaccinazioni per le età di 48, 49, 50 e 51 anni, ovvero i nati nel 1973, 1972, 1971 e 1970. Per le prenotazioni bisogna accedere al sito della Regione alla sezione ‘Salute’.

Open day AstraZeneca, +26% di vaccinazioni

Successo per l’iniziativa dell’Open day del vaccino AstraZeneca che si è tenuta nel fine settimana. “È andato molto bene. In tre giorni abbiamo fatto complessivamente 158.276 somministrazioni, di cui 22mila nell'open day, e questo è il 26% in più rispetto al target indicato dalla struttura commissariale - ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato - . Un risultato straordinario che mette in luce la capacità di somministrazione del nostro sistema”.

Il prossimo open day sarà infatti il weekend di sabato 22 e domenica 23 maggio: “Visto il successo che c'è stato, le modalità molto semplici di accesso e anche le file, molto ridotte, lo ripeteremo durante tutti i fine settimana - ha detto D'Amato -. Il prossimo sarà ancora per gli over 40. Poi, man mano, scenderemo anche sulle altre fasce in maniera coerente con la programmazione regionale e nazionale. Per i maturandi, stiamo ragionando di farne uno ad hoc intorno al 2 giugno”, ha detto.

Zingaretti: “Reithera? Sosteniamo la ricerca italiana”

La Corte dei Conti ha bloccato qualche giorno fa l’erogazione dei fondi pubblici per lo sviluppo del vaccino italiano Reithera. “Riteniamo un errore abbandonare una piattaforma nazionale dei vaccini”, ha spiegato l’assessore D’Amato.

Sul tema è intervenuto anche Nicola Zingaretti, presidente del Lazio: “Su Reithera non conosco le motivazioni della sentenza della Corte dei Conti – ha detto -. Noi come Regione abbiamo finanziato la ricerca italiana. Sono contento di quella scelta e penso sia stata una scelta giusta. Ci lamentiamo tutti i giorni del fatto che i ricercatori italiani fuggono in altri Paesi per cercare lavoro ed è evidente che rispetto alla grande sfida del Covid l'Italia, che ha una storia nella scienza e nella ricerca, non poteva stare a guardare nella competizione del comparto del vaccino per il Covid”.

Il governatore aggiunge: “Continuo a pensare che il governo dovrà sostenere lo sforzo e le capacità del mondo ricerca italiana per avere un ruolo nel mondo in questa competizione e non solo dipendere dalle scelte che si fanno in altri paesi e in altri contesti produttivi. Le parole che ho letto del ministro Giorgetti mi fanno essere ottimista”, ha concluso.