Roma, 2 novembre 2021 - Sono 9.727 le persone attualmente positive al Covid-19 nel Lazio, di cui 433 ricoverati, 58 in terapia intensiva e 9.236 in isolamento domiciliare. I nuovi casi emersi nelle ultime 24 ore sono 388, a fronte di 21.386 tamponi effettuate in tutte le province. Cinque i decessi. I casi a Roma città sono a quota 191. “Il rapporto tra positivi e tamponi è all'1,8%", afferma l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato.

Il bollettino Covid del 2 novembre nel Lazio

Dall'inizio dell'epidemia i guariti sono 377.448 e i morti 8.804, su un totale di 395.979 casi esaminati, secondo il bollettino aggiornato della Regione Lazio. La pressione sugli ospedali è in leggero aumento: nei reparti di normale degenza Covid, in area non critica, ci sono 26 posti letto occupati in più rispetto a ieri, mentre nelle terapie intensive l’aumento è solo di un paziente grave. Ieri i casi emersi dall’analisi dei test era di 445 nuovi casi, mentre i decessi erano 3.

Nelle province si registrano 45 nuovi casi. Nel territorio di Frosinone sono 8 i nuovi casi, stesso numero per Latina, dove sono quindi 8 i casi registrati nelle ultime 24 ore. A Rieti sono 19 i nuovi positivi, mentre l’Asl di Viterbo ha riscontrato 10 nuovi contagi. Zona gialla alle porte: le regioni a rischio. I dati di terapie intensive e ricoveri - Contagi oggi in Italia: bollettino Covid del 2 novembre. Dati Coronavirus dalle Regioni

Emergenza Covid: 5mila operatori sanitari prorogati per un anno

La Regione Lazio e le organizzazioni sindacali "nel ritenere prioritario il rafforzamento del Sistema sanitario regionale ed il necessario personale" hanno sottoscritto oggi l'accordo che prevede la proroga fino al 31 dicembre del 2022 del personale assunto a tempo determinato per l'emergenza Covid. "Un accordo importante che riguarda una platea di circa 5 mila operatori sanitari – fa sapere Alessio D’Amato dal tavolo regionale – e che risponde alla necessità di garantire i servizi assistenziali durante tutta la fase pandemica e l'erogazione dei servizi necessari per la gestione post pandemica”.

“La stagione post-Covid deve essere caratterizzata da contratti a tempo indeterminato e il governo deve adottare tale riforma. È inoltre necessario rivedere il parametro della spesa del personale fermo a 17 anni fa. Una vera e propria era geologica che non ha alcuna giustificazione", ha commentato l'assessore alla Sanità. "Il ricorso alle assunzioni a tempo determinato ha permesso di fronteggiare la fase del Covid che ha colpito duramente la nostra comunità”, ha aggiunto D'Amato.

“Ora non dobbiamo disperdere queste risorse preziose per tutto il sistema – ha concluso –, ma valorizzare le professionalità acquisite eliminando le condizioni di precarietà". Nello specifico, l'accordo prevede il rafforzamento della sanità territoriale, la prosecuzione dell'attività svolta dalle Unità Speciali di Continuità Assistenziale Usca e che la Regione provveda alla programmazione delle procedure concorsuali che dovranno anche prevedere nei bandi l'applicazione dei criteri di valorizzazione della esperienza acquisita.