Carlo Calenda (Ansa)
Carlo Calenda (Ansa)

Roma, 9 maggio 2021 – Dopo l’ironico ‘affronto’ al centrodestra dei giorni scorsi (“Se vi mancano candidati io sono qua”), nel mirino delle critiche di Carlo Calenda, leader di Azione in corsa per la carica di sindaco a Roma, finisce anche il centrosinistra e in particolare il Partito Democratico.

Calenda: “Nel Pd siamo alla fine delle pantomime”

“Mi pare di capire che siamo alla fine di alcune pantomime”, ha scritto Calenda elencandole. Il leader di Azione parla ad esempio della candidatura di Nicola Zingaretti, attuale presidente della Regione Lazio, alla carica di primo cittadino, più volte al centro di rumors e smentite.

Un esempio di pantomima, dice Calenda, è “Zingaretti che dice che non sarebbe serio candidarsi mentre gestisce una regione durante una pandemia con la stessa veemenza con cui dichiarava ‘mai con i 5S, ci sono solo le elezioni’”.

“Primarie? Spostate a uso e consumo del candidato”

Oppure “le primarie intoccabili (che verranno spostate a uso e consumo del candidato)”, aggiunge. E infine l’alleanza con il Movimento 5 Stelle che, attualmente, sembra molto lontana, proprio come una convergenza delle due forze politiche sulla ricandidatura di Virginia Raggi per la corsa al Campidoglio.

“L'alleanza con i 5S. Dopo 18 mesi di incensamento di Conte, Zingaretti se lo troverà contro alle elezioni. E dovrà anche regalargli la Regione Lazio. Tutto bene: coerenza, serietà, schiena dritta – conclude Calenda –. Aggiungerei la discontinuità e la linea riformista del tandem Letta/Boccia. O Boccia/Letta. A seconda della prospettiva”.