Roma, 24 luglio - Un vero e proprio appello quello lanciato dai presidenti di categoria di costruttori, ingegneri e architetti ai candidati sindaci di Roma, affinché chi sarà chimato a guidare la capitale intervenga innanzitutto sulla gestione della pubblica amministrazione, rendendola più efficiente e attrattiva per gl investitori. 

Rebecchini, costruttori: "Tre anni per un permesso: servono tempi certi"

"Bisogna fare ripartire Roma mettendo chi vuole investire nella città in condizione di farlo, con tranquillità e tempi certi - ha dichiarato il presidente dell'Ance (Associazione dei costruttori edili) Roma, Nicolò Rebecchini -. Un'efficiente macchina amministrativa è sinonimo di investimenti, rilancio della città e nuove idee. Purtroppo ora soffre di una serie di problemi che vengono da lontano e come conseguenza porta alla sfiducia e quindi non si investe". Secondo Rebecchini "ci sono validi funzionari e dirigenti, bisogna fare funzionare una macchina che oggi sconta una visione di destrutturazione. Non è pensabile non sapere garantire i tempi per arrivare a obiettivi che sono già definiti dalla politica. Prendere un permesso di costruire in tre anni è una prassi ma non è corretto perché per legge dovremmo impiegare 135 giorni". Quindi, per il presidente dell'Ance Roma "è necessario un rapporto costante tra pubblica amministrazione, politica e associazioni e invertire la rotta mettendo da una parte in condizione il privato di fare proposte avallate con le autocertificazioni e dall'altra la pubblica amministrazione di fare un controllo più facile. Se aspettiamo nuove risorse, prima di dotarle e istruirle perdiamo tre anni, i fondi del Pnrr saltano, gli investitori guarderanno altrove e sarà l'ennesimo fallimento per la città. Ai candidati sindaco chiediamo un'attenzione particolarissima su questo argomento- ha concluso Rebecchini- Non basta fare concorsi, bisogna trovare delle soluzioni alternative".

L'ingegnera Cappiello: "Rendere Roma una Smart city"

Per la presidente degli ingegneri capitolini, Carla Cappiello, "Roma è una città 'cresciuta male, ma le condizioni sono tutte favorevoli per operare affinché riacquisti la sua dignità di Capitale d'Italia e Europea. Gli ingredienti sono la capacità di razionalizzare il lavoro della pubblica amministrazione per renderla efficiente, l'ascolto dei professionisti, delle imprese e dei cittadini e soprattutto utilizzare gli strumenti che ci sono, senza ricorrere a poteri speciali conferiti dal governo centrale, per rendere Roma una vera e propria Smart City". 

Rocchi, architetti: "Commissione integrata contro mancanza di personale"

Due i punti su cui va focalizzata l'attenzione secondo il presidente degli architetti romani, Christian Rocchi: "Ragionare su cosa Roma sarà nel futuro e sul fatto che il futuro passa da cose contingenti, che essenzialmente sono gli uffici di Roma Capitale e la mancanza di personale. La spending review ha bloccato le assunzioni, quota 100 ha dato il colpo di grazia e quindi bisogna entrare nel merito del problema". Nell'ufficio Archivio progetti "per mancanza di personale non si riesce a fare uscire le pratiche, ad esempio quelle per ottenere il bonus del 110%. Quando questi uffici non funzionano gli investimenti sulla città non arrivano". Il Comune sta facendo i concorsi "ma i primi dipendenti arriveranno tra tre anni e spesso non sono nemmeno formati, è troppo tardi, non possiamo restare bloccati per tutto questo periodo". Per questo gli architetti propongono al Campidoglio "un intervento di sussidiarietà, cioè una commissione integrata consultiva che possa alleggerire il lavoro dei Municipi e del dipartimento di Pianificazione e attuazione urbanistica che ha una carenza di circa 60 persone, un dato - ha concluso Rocchi - che rappresenta l'evidenza che quegli uffici fondamentali per lo sviluppo della città funzionano poco".