Enrico Michetti, candidato sindaco del centrodestra a Roma
Enrico Michetti, candidato sindaco del centrodestra a Roma

Roma, 13 giugno 2021 – A quarantott’ore dalla presentazione ufficiale della sua candidatura a sindaco di Roma per il centrodestra, Enrico Michetti inizia a dettare la sua agenda politica, indicando priorità e obiettivi. E lo fa proprio ad ‘Agenda’, programma di Sky Tg24.

Roma, ecco le priorità di Michetti

“Io credo che il problema della sicurezza sia importante, in alcuni luoghi che rappresentano un biglietto da visita della città, come le stazioni – ha detto Michetti –. Ci sono quartieri che sono assediati dalla criminalità, spaccio e prostituzione”.

“Però ci sono anche problemi riguardanti il decoro urbano, l'igiene urbana, i rifiuti, i trasporti che vanno adeguati a una grande città che deve avere la dignità di una grande città del pianeta – ha aggiunto –. Ripristinare l'ordinario. Questo è un compito che spetterà al prossimo sindaco e su cui noi stiamo lavorando in termini programmatici".

La composizione della giunta

Parlando della composizione della ‘sua’ giunta capitolina in caso di vittoria alle urne, il candidato del centrodestra ha detto che “mi metto al servizio dei cittadini di Roma e della giunta. È chiaro che se ho dei bomber che fanno 40 gol, l'anno successivo gliene devo far fare 50. Io sono al servizio di tutti, questo è stato sempre il mio ruolo nella vita tecnico-amministrativa”.

“Se riesco a far fare il massimo, apprestando tutte le procedure necessarie affinché questo si verifichi, alla dottoressa Matone, a Vittorio Sgarbi e a tutti coloro che faranno parte dell'esecutivo, e li sceglieremo tra figure di altissimo profilo, io sarò l'uomo più contento del mondo, perché avrò fatto qualcosa per la mia città – ha spiegato –. Ci sono tutti i buoni auspici per fare un buon lavoro”.

Covid e campagna vaccinale

Michetti si è poi soffermato sulla campagna vaccinale anti Covid nel Lazio e sulle scelte dei singoli di partecipare o meno di aderirvi. “Nella Regione Lazio la vaccinazione è stata organizzata bene – ha commentato –. Il problema del Covid è stato all'inizio, perché non si conosceva, probabilmente sono state fatte delle scelte poco coerenti con la gestione della pandemia”.

“Criticare quella fase, da cittadino, lo trovo corretto, perché al centro c'era la vita delle persone. Quando dovevi scegliere se tenere in vita l'uno o l'altro, non ci si doveva arrivare – ha proseguito –. Il vaccino me lo sono fatto, è una mia scelta consapevole, ma rispetto chiunque abbia un'opinione diversa dalla mia”.

Infine, commentando una sua vecchia dichiarazione in cui aveva paragonato il vaccino al doping di massa nel mondo dello sport dei Paesi dell’ex blocco comunista, ha detto: “Non si può coattivamente iniettare una sostanza. In quella circostanza si parlava dell'obbligatorietà dei vaccini. L'articolo 32 della Costituzione ci dice che il vaccino può essere reso obbligatorio ma l'ultimo comma dell'articolo dice anche ‘nel pieno rispetto della persona umana’”.