Roberto Gualtieri ed Enrico Michetti
Roberto Gualtieri ed Enrico Michetti

Roma, 14 ottobre 2021 – Duello aperto, tra affondi e scintille, tra Enrico Michetti e Roberto Gualtieri, i due candidati sindaco in corsa per la conquista di Roma al ballotaggio di domenica e lunedì. Dopo il primo faccia a faccia andato in onda ieri sera a “Porta a Porta”, stasera i due si sono incontrati sul ring di Sky. Tempi contingentati, domande fotocopia, pochi minuti a testa per esporre i programmi per cambiare il volto della Capitale.

È un’eredità pesante quella lasciata dalla sindaca uscente Virginia Raggi, che entrambi hanno accusato fino al primo turno di immobilismo e che oggi “corteggiano” a distanza per cercare di accaparrarsi i voti dei pentastellati. Quei 211.936 voti (19,09%) del bacino elettorale di Raggi fanno gola soprattutto a Roberto Gualtieri, candidato del centrosinistra, che negli ultimi giorni ha reso onore al lavoro svolto dalla sindaca, attaccata fino alla settimana prima.

Il ballottaggio è “la sfida decisiva per il futuro della città. Dopo i festeggiamenti di lunedì, che dureranno poco, si inizierà subito al lavorare per far rinascere Roma”, dice il candidato a sindaco del centrosinistra, Roberto Gualtieri. E l’avversario incalza: “Abbiamo trascorso gli ultimi mesi tra la gente e per la gente. Per ascoltare, per raccontare la nostra visione di città. Lo abbiamo fatto con la volontà di metterci al servizio di Roma e dei romani con competenza, esperienza e amore. Siamo pronti a cambiare il futuro della Capitale”, risponde Enrico Michetti, candidato del centrodestra a sindaco di Roma.

Michetti parte in vantaggio, almeno sulla carta, con 30,14% di consensi ottenuti al primo turno. Dietro di lui c’è Gualtieri, con 27,03%, ma con i voti di Calenda già in tasca e gli indecisi dei pentastellati da convincere. Domenica si azzera tutto e si riconcia da capo, due i nomi sulla scheda, senza simboli di partito a fare da paracaduteComunali Roma, nuovi assetti politici: FdI traina il centrodestra, Calenda supera il Pd

Resta un’incognita i voti dei grillini: mentre Raggi ha lasciato libertà di scelta, a spoglio ancora in corso Conte aveva reso pubblico un endorsement per l’ex ministro Gualtieri. “Non darò indicazioni di voto al ballottaggio. Il voto è libero, i voti non sono pacchetti e i cittadini non sono mandrie da portare al pascolo”, aveva detto Virginia Raggi la notte dello scrutinio del primo turno elettorale. Mentre Carlo Calenda, il leader di Azione uscito dalle urne con 219.878 voti (19,81), ha già “promesso” i suoi voti a Gualtieri, che in caso di vittoria dovrebbe ricambiare con il ruolo di presidente del consiglio comunale.