17 feb 2022

Roma, Coldiretti: agricoltori in piazza contro le speculazioni dei prezzi

Insieme a manifestanti anche la mucca "Giustina" simbolo della battaglia per un prezzo del latte giusto ed onesto. In piazza Santi Apostoli, il presidente nazionale Ettore Prandini

Coldiretti, manifestazione a Roma
Coldiretti, manifestazione a Roma

 

Roma, 17 febbraio 2022 - Agricoltori, allevatori e pastori in piazza da Roma a Milano passando per Firenze, Piacenza, Palermo e Cagliari per protestare contro gli aumenti dei costi di produzione. Una mobilitazione generale, quella di oggi 17 febbraio organizzata da Coldiretti, che vede a Roma, in piazza Santi Apostoli, anche la presenza del presidente nazionale della associazione, Ettore Prandini.

In piazza a Roma è stato allestito il "tavolo della verità" per far conoscere ai consumatori i prezzi riconosciuti ad agricoltori e allevatori per i principali prodotti che mettono nel carrello.

Numerosi i cartelli di protesta alzati dai contadini esasperati: "Il lavoro va pagato", "Non ci ha fermato il Covid, ci provano gli speculatori", "Il latte delle nostre mucche è la vostra colazione", "Non possiamo produrre in perdita", "Agricoltori e consumatori vittime della guerra dei prezzi", "Troppo comodo speculare sulla nostra pelle", "Draghi aiutaci tu".

Coldiretti, manifestazione a Roma
Coldiretti, manifestazione a Roma

In piazza anche una stalla con pannelli fotovoltaici sul tetto per chiedere di sbloccare i finanziamenti per lo sviluppo delle energie rinnovabili dall’agricoltura e la mucca "Giustina" simbolo della battaglia per un prezzo del latte giusto ed onesto. Prandini e il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, hanno anche scritto una lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi per chiedere interventi immediati per l’agroalimentare Made in Italy e difendere l’economia, il lavoro ed il territorio da speculazioni e rincari.

"La difficile situazione congiunturale determinata dal significativo aumento del costo dell’energia e dal parallelo aumento dei mangimi e dei concimi - si legge nella lettera - sta facendo venir meno una soglia di ‘soddisfazione’ per l’andamento delle imprese che stava risalendo e mettendo radici a partire dagli anni difficili che hanno fatto seguito alla grande crisi, prima finanziaria poi economica, del 2009. Una soglia di soddisfazione che nel giro di pochi mesi è crollata dal 38% al 20%. Al di là di questo vissuto, a preoccuparci, tuttavia, sono soprattutto l’oscurità e l’incertezza per il futuro, con oltre 1 impresa su 5 (21%) che si dichiara incerta circa la situazione economica della propria impresa nei prossimi 12 mesi".

"Il suo Governo - proseguono - rappresenta in questo momento, l’unica chiave di possibile stabilità per il paese anche grazie all’impegno e ai progetti del Pnrr, che offrono prospettive all’Italia. Ci rivolgiamo quindi a lei, nella consapevolezza che lei possa creare le condizioni per uscire da un’impasse, determinata dai rincari energetici e dall’affaticamento dell’apparato burocratico ministeriale".

Coldiretti chiede quindi che almeno una parte delle risorse del Pnrr già stanziate per l’agricoltura, come gli 1,2 miliardi per i contratti di filiera e 1,5 miliardi per il fotovoltaico senza consumo di suolo, "vengano messe a disposizione quanto prima delle nostre imprese con semplici decreti ministeriali”.

"Se inoltre sul fronte del credito, grazie alla sua moral suasion nei confronti degli istituti bancari – scrive Coldiretti - riuscissimo ad incentivare operazioni di ristrutturazione e rinegoziazione del debito delle imprese agricole attraverso la garanzia del 100% pubblica e gratuita di Ismea, le nostre aziende tornerebbero a respirare".

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