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19 giu 2022

Cloe Bianco, tribunale negò il diritto a insegnare come donna: "Errore giuridico"

Il Consiglio nazionale di Magistratura democratica ha ricordato la vicenda giudiziaria della prof transgender. La sentenza "è stata una decisione giuridicamente sbagliata", dicono

19 giu 2022

Roma, 19 giugno 2020 – Aveva chiesto che le venisse riconosciuto il diritto a insegnare come donna, ma il tribunale le aveva dato torto. “Decisione giuridicamente sbagliata”, dicono oggi i magistrati. È stata questa l’ultima goccia che potrebbe avere spinto Cloe Bianco al suicidio, la docente veneziana transgender trovata carbonizzata in un camper ad Aronzo di Cadore. Nel 2015, Cloe – che in anagrafe è registrata come Luca Bianco – era stata sospesa dall’insegnamento dopo essersi presentata in classe in abiti da donna. Da quel momento, il demansionamento a lavori di segreteria, continui trasferimenti e poi la sentenza, implacabile.

Cloe Bianco, l'insegnante trans che si è tolta la vita
Cloe Bianco, l'insegnante trans che si è tolta la vita

Al Consiglio nazionale di Magistratura democratica, riunitosi ieri e oggi nel quartier generale dell'Arci di via Dei Monti di Pietralata a Roma, è stato letto un documento in ricordo di Cloe Bianco, approvato all'unanimità dal parlamentino. “Non ci lascia indifferenti, non solo come cittadini e cittadine, ma prima come magistrati di questa Repubblica a cui spetta di rimuovere di fatto gli ostacoli che impediscono una vera uguaglianza. Perché la professoressa Bianco – si legge nel testo – aveva chiesto nel processo che fosse riconosciuto il suo diritto a essere quella che sentiva di essere, aveva chiesto di dichiarare che quello che lei era (una donna, non un uomo vestito da donna) non rappresentava alcuna violazione degli obblighi del suo lavoro di insegnante”.

Nel processo ha avuto torto. “È stata una decisione sbagliata dicono i magistrato – non moralmente o eticamente non condivisibile, ma giuridicamente sbagliata. Perché i divieti di discriminazione proteggevano la diversità della professoressa Bianco e quindi impedivano che quella diversità potesse essere qualificata inadempimento disciplinarmente sanzionabile”. Intanto il Ministero dell’Istruzione ha avviato un’indagine per accertare quanto accaduto sette anni fa all’Istituto scolastico di San Donà di Piave, da cui Cloe Bianco era stata trasferita verso altre sedi.

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