Incendio alla Tenuta presidenziale di Castelporziano
Incendio alla Tenuta presidenziale di Castelporziano

Roma, 19 agosto 2021 – Si indaga sui due attentati incendiari alla tenuta presidenziale di Castelporziano, gli inquirenti sono alla ricerca degli inneschi per quello che, secondo la Procura di Roma, sarebbe un incendio doloso. "L'attentato incendiario ai danni della preziosa Tenuta presidenziale di Castelporziano rappresenta un atto particolarmente grave, sintomatico della criminosa e crescente deriva in atto”, denuncia Raniero Maggini, presidente del Wwf Roma e Area Metropolitana.

Due diversi episodi a distanza di poche ore: il primo nella notte tra il 16 e il 17 luglio, il secondo alle 15 di ieri a soli tre chilometri dalla tenuta di proprietà del Quirinale. “Abbiamo appreso con grave preoccupazione – continua Maggini – del pericolo corso da un patrimonio forestale protetto di particolare valore naturalistico quale è la Tenuta di Castelporziano, un luogo unico. È un fatto che ci segnala la gravità della situazione in atto, che non si ferma neanche davanti ad un simbolo che rappresenta l'intero Stato, tutti noi. Occorre urgentemente dare risposte concrete ad una aggressione che rischia una deriva inarrestabile".

Indagini in corso

A condurre le indagini è il pubblico ministero Antonino Di Maio, della Procura di Roma, che ipotizza l'incendio doloso e per questo è stato aperto un fascicolo. “È importante che ogni soggetto istituzionale faccia la propria parte fino in fondo – dice Maggini –: ai titoli di giornale debbono seguire gli atti necessari a chiedere responsabilità di comportamenti vili e gravemente dannosi per tutta la comunità. Occorre costanza e presenza nelle sedi deputate per giungere a condanne certe. Attivare dunque le Avvocature che presidino gli iter processuali”.

Incendio alla Tenuta presidenziale di Castelporziano

Smorzare gli interessi speculativi sulle aree incendiate

Il Wwf di Roma invita le istituzioni a non abbassare la guardia. "Contestualmente occorre dar seguito alla legge che disciplina gli incendi boschivi e che dispone il divieto per alcuni anni di
forme di attività diverse sulle aree percorse dal fuoco, come ad esempio nuove edificazioni, pascolo e caccia”. Smorzare gli interessi speculativi sulle aree incendiate, quindi, che spesso di rivelano delle “leve che armano la mano degli incendiari”.

“È urgente che i Comuni provvedano a comporre la mappatura delle aree percorse dal fuoco – precisa Maggini –, che la Regione aggiorni il catasto e che venga data notorietà delle aree interessate segnalando i divieti indicati dalla norma. Non debbono nascere equivoci, la legge non ammette ignoranza. Crediamo che i Comuni possano pertanto, oltre che soddisfare gli obblighi d'ufficio, diffondere informazioni chiare e puntuali sulle sanzioni previste e dare evidenza delle porzioni di territorio stravolte dalle fiamme, iscritte nel catasto: dunque anche sulle aree bruciate negli anni precedenti ed ancora assoggettate alle specifiche forme di divieto", conclude Maggini.

Tivoli: danni incalcolabili alla riserva di Monte Catillo 

La settimana scorsa, a Tivoli è scoppiato un devastante incendio alla riserva di Monte Catillo che ha costretto gli abitanti a lasciare le abitazioni e una comunità Don Bosco, mentre il rogo ha devastato il patromonio verde della Riserva.