28 arresti nell’operazione dei carabinieri dell’1 dicembre 2020, preso boss clan senese
28 arresti nell’operazione dei carabinieri dell’1 dicembre 2020, preso boss clan senese

Roma, 20 ottobre 2021 - Oltre 120 anni di carcere per una ventina di imputati. Riconosciuta l'aggravante dell'agevolazione al clan mafioso di stampo camorristico capeggiato da Michele Senese dai giudici del tribunale di Roma che hanno emesso la sentenza oggi. I giudici hanno inoltre riconosciuto l'aggravante del metodo mafioso per i reati di usura ed estorsione. Tra gli imputati, il capo clan Michele Senese, detto Michele O' Pazz, è stato condannato a 15 anni di carcere, mentre il figlio del boss, Vincenzo, è stato condannato a 16 anni e mezzo. Condannata a 7 anni la moglie del capo clan, Raffaella Gaglione mentre il fratello Angelo Senese a 7 anni.

Nei confronti degli imputati il pm della Dda di Roma Francesco Minisci contestava reati che vanno dall'estorsione, all'usura, riciclaggio e trasferimento fraudolento dei valori, con l'aggravante, per alcune posizioni, di avere agito con il metodo mafioso. Al processo si è arrivati con l'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto della Dda Ilaria Calò, che ha portato nel luglio 2020 alla maxi operazione “Affari di Famiglia”, eseguita dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile. Durante le udienze del dibattimento sono stati ricostruiti i flussi finanziari e sentiti diversi collaboratori giustizia che hanno svelato le attività del clan, in particolare nei settori di auto, ristorazione e abbigliamento, oltre che nella Capitale, anche a Verona, Milano e Napoli.

Cioffredi: “Decapitato un clan protagonista assoluto dello scenario criminale romano”.

"La sentenza emessa dal Tribunale di Roma di condanna per oltre 120 anni di carcere nei confronti di Michele Senese, dei suoi familiari e di altri affiliati decapita un clan protagonista assoluto dello scenario criminale romano. La sentenza emessa oggi dal Tribunale di Roma conferma l'impianto accusatorio in relazione ai reati di estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego di proventi illeciti con l'aggravante di avere agito con il metodo mafioso". Così Gianpiero Cioffredi, presidente dell'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio.

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L'inchiesta “Affari di Famiglia”

"L'inchiesta ricostruisce gli investimenti e le operazioni economiche dei Senese. Michele Senese, attualmente detenuto a Catanzaro, attraverso il figlio Vincenzo, come emerge dall'inchiesta, ha avviato poderosi investimenti grazie a prestanome e strutture commerciali create ad hoc in vari asset, tra cui commercio, ristorazione e abbigliamento a Roma, Frosinone, Milano e Veronaaggiunge Cioffredi -. Una presenza storica, quella del clan Senese attestata nella Capitale sin dagli anni '90, quando emersero gli interessi nello spaccio di droga e, in tempi più recenti, con infiltrazioni nei settori imprenditoriali. Tale consorteria, pur mantenendo forti legami con gli ambienti camorristici di provenienza, di cui rappresentava il punto di riferimento su Roma, ha realizzato, da anni, un proprio agglomerato criminale romano autonomo, capace di aggregare sia soggetti di origine campana stabilitisi nella Capitale che pericolosi criminali locali. Il clan, che opera prevalentemente nell'area sud della Capitale, zona Tuscolana-Cinecittà, per l'autorevolezza del suo capo è stato coinvolto nelle più importanti dinamiche criminali romane” E conclude “Le varie attività investigative hanno, infatti, evidenziato l'esistenza di una sorta di cartello criminale ossia l'esistenza di gruppi dotati di una propria autonomia, ma federati con i Senese al punto che lo ritroviamo in moltissime inchieste sulle mafie a Roma, tra cui quelle su Fasciani, Gambacurta, Fragalà, Piscitelli, Nicitra e Casamonica".