L'evacuazione dei cittadini afghani in fuga dal loro paese occupato dai talebani sbarcati a Fiumicino il 20 agosto 2021.
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L'evacuazione dei cittadini afghani in fuga dal loro paese occupato dai talebani sbarcati a Fiumicino il 20 agosto 2021. ANSA/MINISTERO DELLA DIFESAEDITORIAL USE ONLY NO SALES

Roma, 23 agosto 2021 – La protezione civile laziale in prima linea per la prima accoglienza dei profughi in arrivo a Fiumicino, oltre mille famiglie sistemate negli alberghi della zona. È l'impegno del Lazio per fare fronte all'emergenza umanitaria dell'Afghanistan, dove finora sono stati salvate 3.500 persone, di cui 1.990 già arrivate in Italia, attraverso lo scalo internazionale di Roma.

“Sull'Afghanistan è il momento della solidarietà e dell'accoglienza”, dice il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, che fa il punto della situazione. “In piena sintonia con la protezione civile nazionale – continua Zingaretti – già da sabato ci siamo attivati con un punto di accoglienza del gruppo regionale all'aeroporto di Fiumicino, e da allora abbiamo sistemato mille famiglie negli alberghi senza dividere i nuclei familiari". 

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Stamattina sono atterrati a Fiumicino altre 203 persone con l'ultimo volo militare partito nella notte da Kabul, mentre nel corso della giornata sono arrivate a Roma anche le prime attiviste della onlus Pangea. "Il sistema sanitario regionale – aggiunge Zingaretti – sta garantendo il rispetto della quarantena in piena sicurezza. Grazie alle tante associazioni di volontariato che stanno collaborando per garantire i beni di prima necessità per le famiglie, per le bambine e per bambini. Grazie per questo grande sforzo che vede protagonisti operatori e volontari. Stiamo facendo di tutto – conclude – per garantire il massimo dell'efficienza davanti a una vicenda drammatica”.

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Attiviste di Pangea: salvate da una 'P' disegnata sulla mano

Si sono salvate grazie a una 'P' disegnata sul palmo della mano come segno di riconoscimento, dopo giorni di paura e violenza, le attiviste afghane della ong Pangea, che nella notte sono riuscite a raggiungere l'aeroporto di Kabul per lasciare il Paese caduto in mano a talebani e partire alla volta dell'Italia. Alcune di loro sono già arrivate a Roma, mentre altre arriveranno nelle prossime ore. In attesa di raggiungere l'Italia, fanno sapere dalla Onlus milanese, ci sono circa 200 persone: una quarantina di collaboratrici tra i 30 e i 45 anni, da insegnanti a responsabili dei progetti, più i loro familiari, tra cui diversi bambini. “Alcune donne di Pangea – fanno sapere da Pangea, che ha sede a Milano – sono anche state picchiate dai talebani. Vedere le foto con i loro lividi è stato straziante. I bambini hanno assistito a scene di violenza inaudita e sono molto spaventati”.

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A raccontare lo stratagemma della 'P', utilizzato dalle attiviste per farsi riconoscere dai militari italiani che poi le hanno accompagnate nello scalo della capitale afghana, è stato il presidente della stessa Pangea, Luca Lo Presti, dicendosi felice di aver messo in sicurezza le ragazze. Lo Presti ha tenuto a ringraziare i carabinieri e il console italiano a Kabul che “hanno fatto un lavoro fuori dall'ordinario che sta continuando. Il console è anche salito su un container per individuarle. La loro non è una missione militare, ma è salvare la vita delle persone che, se tornassero indietro fuori da quel gate verrebbero uccise”. 

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Intanto le cantanti Fiorella Mannoia, Emma, Alessandra Amoroso, Giorgia, Elisa, Gianna Nannini e Laura Pausini, hanno scelto di donare 200.000 euro a favore di tutte le donne e bambine afghane che hanno bisogno di essere messe in salvo, sostenendo la Fondazione Pangea.

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