Fiumicino (Roma), 23 agosto 2021 – É atterrato questa mattina a Fiumicino, intorno alle 8.30, l'ultimo volo partito nella notte da Kabul, a bordo altri 203 profughi afghani. In mattinata, invece, sono riuscite a raggiungere l'aeroporto di Kabul con le loro famiglie le attiviste di Pangea, la onlus milanese attiva in Afghanistan, la cui sorte aveva destato molta apprensioni dopo la presa del potere dei talebani. Alcune di loro sono già state imbarcate per l'Italia e arriveranno a Roma nelle prossime ore insieme alle famiglie.

“Le attiviste di Pangea sono state forti e hanno resistito – fanno sapere dall'associazione -: anno combattuto come leonesse per entrare in quell'aeroporto. Da questa mattina all'alba le donne di Pangea e loro famiglie sono tutte all'interno dell'aeroporto di Kabul. Alcune sono già state imbarcate. Le abbiamo salvate insieme”, dicono i volontari rivolgendosi ai tanti sosteniyori che in questi giorni hanno preso a cuore la situazione delle donne afghane, minacciate dalla presa di potere dei Talebani. In attesa di raggiungere l'Italia, si apprende dall'organizzazione, ci sono 240 persone tra collaboratrici e loro familiari.

Atterrati a Fiumicino 203 afghani, tra loro anche l'attivista Zahra Ahmadi

L'operazione Aquila Omnia continua

Continua senza sosta il ponte aereo, l'operazione Aquila Omnia organizzata dal ministero della Difesa, che negli ultimi giorni ha portato da Kabul a Fiumicino 1701 afghani in fuga dai talebani - tra loro 454 donne e 546 bambini - e altri 800 sono in attesa di imbarco. Gli ultimi 203 sono arrivati questa mattina. Altri 160 sono atterrati con un volo organizzato da “Nove Onlus” che, insieme alla Farnesina e i carabinieri del Tuscania, ha messo in salvo tante donne attiviste e molti bambini con una rocambolesca marcia notturna verso i gate, guidata via whatsapp.

“Degli osservatori posizionati lungo il percorso segnalavano blocchi e pericoli. Tutte le donne - racconta Nove Onlus che ha coordinato la marcia notturna nella Kabul dei checkpoint talebani - erano vestite di nero con un nastro rosso per facilitarne il riconoscimento. Ci sono volute alcune ore. Poi è arrivata la notizia che le prime venti, grazie all'aiuto dei carabinieri del Tuscania, erano entrate sane e salve. Fra loro Amina, la ragazza in burqa che ha continuato ad inviarci appelli”. È stata lei insieme ai Carabinieri a tornare fuori per rintracciare le altre donne disperse.

La base di Sigonella e l'accordo con l'Italia

Giochi, orsacchiotti di peluche e album da colorare sono i doni che i piccoli ricevono salendo sugli aerei dell'Aeronautica militare. In tutto sono 2.497 gli afghani strappati dalla terribile situazione afghana e messi sotto l'ala protettrice della nostra “task force” che conta 1500 militari. Aumenta in queste ore anche strategicamente l'impegno del nostro Paese a fianco degli alleati Usa guidati da Joe Biden che ha definito la drammatica evacuazione da Kabul come “una delle più difficili della storia”. La base aeronavale della Marina Usa di Sigonella, in Sicilia, è stata incaricata della prima accoglienza ai voli che trasportano gli americani e gli afghani evacuati. “Stiamo lavorando in piena cooperazione e consultazione con l'Aeronautica militare italiana. Questa operazione - sottolinea l'ufficio stampa della base Usa - richiederà uno sforzo da parte di tutti ed il mantenimento di un alto livello di impegno”.

Con una nota, l'Ambasciata americana a Roma rileva l'upgrade del coinvolgimento dell'Italia, dopo la telefonata di ieri tra Biden e il premier Mario Draghi. “Gli Stati Uniti - spiega la diplomazia Usa – stanno collaborando con il governo italiano per facilitare il transito delle persone in partenza dall'Afghanistan attraverso strutture militari americane in Italia” e “la nostra collaborazione” in questa impresa. “É una testimonianza della forza dei nostri legami bilaterali e del nostro impegno come alleati della Nato”.