Roma, 7 luglio 2021 – Seicento sindaci in piazza per chiedere “dignità e rispetto”. Armati di fascia tricolore , stamattina i primi cittadini di tutta Italia – da nord a sud e senza distinzioni di colore politico – si sono ritrovati nel centro della Capitale per chiedere al Governo maggiori tutele sulle responsabilità del proprio ruolo. “Stiamo chiedendo rispetto del ruolo dei sindaci, non solo dopo che accadono tragedie o dopo la condanna per fatti che non li riguardano", ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, al fianco di centinaia di colleghi.

“Chiediamo di rivedere l'impianto normativo – spiega la Raggi – per dare potere ai sindaci che agiscono, ognuno nella propria città, per il bene dei loro concittadini. Siamo in piazza congiunti, senza distinzioni di colore politico, per fare una richiesta unitaria al governo", conclude.

De Caro: “Siamo tutti rei confessi, la penna è la nostra arma del delitto”

La manifestazione dei sindaci è stata promossa da Anci, che ha visto la partecipazione di più di 600 sindaci provenienti da tutta Italia, giunti nella capitale per condividere una serie di proposte normative da presentare al Governo e al Parlamento.

“Non siamo venuti a lamentarci, ma a costituirci. Siamo rei confessi e il nostro reato è fare il nostro mestiere di sindaci", ha aggiunto il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro. "Ho portato l'arma delitto – dice estraendo un pacchetto dalla tasca della giacca – è una penna che ho tenuto nella bustina, come accade per i reperti. Con questa ogni giorno firmiamo decine di atti e corriamo dei rischi: se firmi rischi abuso d'ufficio, se non firmi rischi l'emissione di atti d'ufficio".

Decaro ribadisce: "non vogliamo immunità o impunità, vogliamo essere giudicati per le nostre responsabilità ma purtroppo non è così perché oggi, per come si sono create le condizioni nell'ordinamento giuridico del nostro Paese, i sindaci sembra siano diventati responsabili di qualsiasi cosa accada nella propria comunità e non e' possibile. Chiediamo rispetto per il ruolo dei sindaci e per la loro dignità, lo facciamo per noi e per chi verrà dopo di noi", termina.