Langhe in autunno
Langhe in autunno

“I veri intenditori non bevono vino: degustano segreti”. Salvador Dalì, maestro del surrealismo, aveva le idee chiare - e per niente surreali - sul nettare degli dei, il prodotto che più di altri ha costruito l’immagine del Piemonte nel mondo. Ed è vero, degustare i vini piemontesi significa addentrarsi in una serie di segreti: quelli di territori vocati per natura e plasmati dal lavoro di produttori che hanno tramandato la cura della terra e dei paesaggi.

Un mondo di 43.500 ettari di vigneti, una produzione che per l’80% è costituita da vini a denominazione di origine con 17 DOCG e 42 DOC, una ventina di vitigni autoctoni storici, 18.000 cantine, 14 Enoteche Regionali e 33 Botteghe del Vino, 7 Strade del vino e, tra gli altri, i 10.789 ettari collinari riconosciuti Paesaggi Vitivinicoli patrimonio UNESCO di Langhe-Roero e del Monferrato.

Basti ricordare alcuni nomi della produzione piemontese: tra i rossi, Barolo e Barbaresco, Nebbiolo, Dolcetto, Barbera, Ghemme, Gattinara e Brachetto d'Acqui; tra i bianchi, Roero Arneis, Gavi; e per le bollicine, Asti Spumante, Moscato d'Asti e Alta Langa. Tesori in bottiglia da scoprire anche nel multisensoriale WIMU, il Museo del Vino di Barolo, tempio della storia dell'enologia piemontese. Ogni vino del Piemonte è un viaggio nella storia e nella cultura della regione e offre straordinari abbinamenti ai prodotti e alle ricette locali.

L’Alto Novarese è tra le aree vocate alla viticoltura fin da tempi antichissimi, zona di produzione di corposi rossi, dove clima e terreno particolari danno vita a Ghemme Boca, Fara, Sizzano e Colline Novaresi.

Anche la provincia di Torino esprime diverse particolarità enologiche: alcune DOCG come le denominazioni Caluso, nelle tipologie Erbaluce, Passito, Spumante e la DOC Carema e, nell’area della collina torinese, la Freisa di Chieri. Doux d’Henry e Ramìe sono le più particolari DOC del Pinerolese mentre quelle del Valsusa comprendono vigneti tra i più alti d’Europa e un prodotto di nicchia come il “vino del ghiaccio”. Nel cuore dei Paesaggi Vitivinicoli patrimonio UNESCO di Langhe-Roero e del Monferrato, irrinunciabile il percorso della Strada del Barolo e dei grandi vini di Langa, tra cantine e aziende vitivinicole culla del “re” dei vini ricavato dal vitigno Nebbiolo. E nella parte meridionale delle Langhe che si avvicina all'Appennino ligure e alle Alpi Marittime, il famoso Dolcetto di Dogliani trova il clima più congeniale che gli consente di conservare profumi delicati in un particolare equilibrio di temperature.

E passando dalle Langhe al Roero e poi in Monferrato, le colline si alternano a perdita d’occhio, offrendo scenari punteggiati da castelli e borghi antichi, come pure lungo la Strada del Vino Astesana, del Monferrato e dell’Alto Monferrato o dei Colli Tortonesi, dove regnano gli ordinati filari di Barbera, Grignolino, Freisa, Ruché, Malvasia insieme con la  stessamedesima area, tra alessandrino ed astigiano, non mancano interessanti vini bianchi come il Gavi e le diverse declinazioni del Cortese a cui la Regione Piemonte ha dedicato un intero anno di promozione.