Veronica Passeri
ROMA
NÉ AUTORITARISMO né fretta accompagnano il cammino delle riforme. Riforme istituzionali che non sono una perdita di tempo o materia da addetti ai lavori, ma sono importanti come quelle economiche. Riforme da fare con il più ampio consenso per superare «l’anomalia» del bicameralismo perfetto ed evitando un altro, imperdonabile, nulla di fatto. Giorgio Napolitano sta con Matteo Renzi ed esorta i partiti a «non far prevalere diffidenze e contestazioni rispetto alla ricerca di accordi sulla riforma del Senato». Basta personalismi e pregiudizi, si faccia quel che serve al Paese.

LA TRADIZIONALE cerimonia della consegna del Ventaglio della stampa parlamentare è l’occasione per il presidente della Repubblica per un nuovo assist al premier nella settimana decisiva in cui si è iniziato a votare il ddl costituzionale. C’è anche spazio per una puntualizzazione che, posta in chiusura al suo discorso, deve stare particolarmente a cuore al capo dello Stato: basta elucubrazioni sulla durata del suo mandato. Sono «premature» e «poco fondate» le ipotesi e le previsioni che circolano su possibili dimissioni: «Io — ribadisce — sono concentrato sull’oggi e ho innanzitutto ritenuto opportuno e necessario garantire la continuità ai vertici dello Stato in una fase così impegnativa del semestre italiano di presidenza europea». Stop ai rumors sulle dimissioni perché «non si devono dare interpretazioni estensive del mio riferimento a situazioni e necessità, essenzialmente istituzionali, che possano giustificare, far considerare opportuna e utile una mia ulteriore, eccezionale permanenza nell’incarico». Quanto alla «sostenibilità dal punto di vista delle mie forze di un pesante carico di doveri e funzioni», si tratta di una «valutazione che appartiene solo a me stesso, sulla base di dati obiettivi, che hanno a che vedere con la mia età».

SE LA RIFORMA della legge elettorale è «destinata a essere ridiscussa con la massima attenzione, per criteri ispiratori, e verifiche di costituzionalità, che possono indurre a concordare significative modifiche», per quella del Senato Napolitano si rivolge a tutte le forze politiche diffidandole dall’agitare «spettri di insidie e macchinazioni autoritarie». Nel merito del nuovo Senato il presidente ricorda che «la discussione è stata libera ed estremamente aperta e articolata», «è stato recepito un gran numero di sollecitazioni critiche e di emendamenti». Insomma la risposta ai critici e ai diffidenti è una: «Non c’è stata improvvisazione né improvvida frettolosità», ma anzi «il risultato è stato una considerevole confluenza di forze politiche diverse nel confronto sul progetto di riforma».
A maggior ragione ora occorre evitare «ostilità» che sono dettate da una «pregiudiziale diffidenza e contestazione rispetto alla ricerca di accordi con forze politiche nel campo opposto». Infine, la sponda offerta al governo nella trattativa con i partner europei sulle nomine della nuova Commissione: «L’Italia — ha detto il capo dello Stato — si considera in grado di concorrere con una sua personalità» alla scelta dell’Alto rappresentante per la Pesc e vicepresidente della Commissione europea.