Paola Fichera
FIRENZE
CI SONO volute le ragioni del cuore per convincere la professoressa Agnese Landini a indossare, almeno per un pomeriggio, i panni e i gesti convinti della moglie del premier Matteo Renzi. Per la prima volta, in sua assenza, ieri ha partecipato all’inaugurazione del progetto «Insieme per crescere» dell’associazione Trisomia 21 (un appartamento domotico per insegnare ai ragazzi affetti dalla sindrome di Down a vivere da soli). È arrivata guidando la sua auto insieme ai tre figli Francesco, Emanuele e Ester, la più piccola. Niente abiti Scervino, né tacchi alti. Passo svelto, jeans e camicetta senza maniche, di un bel verde acceso, con due tocchi di classe: le ballerine Gucci e la borsa, grande, color cuoio e intrecciata di Bottega Veneta. All’assalto di flash e domande stavolta è rassegnata, prima di tutto però va ad abbracciare la nipotina Maria, 2 anni e mezzo, figlia di Matilde, una delle sorelle di Matteo. E poi bacia, abbraccia, stringe la mano, saluta, si fa fotografare con i ragazzi che chiama per nome, come farebbe in una delle sue classi a scuola.
Agnese questo è davvero il primo passo da first lady ...
«Sono qui come zia (sorride) di una nipotina stupenda, si chiama Maria (che è seguita dall’associazione Trisomia 21 ndr), ma sono qui anche per sostenere un bellissimo progetto di autonomia, una casa che servirà a rendere questi ragazzi piano piano capaci di vivere da soli e quindi liberi e felici. È un progetto che riuscirà solo se la società, tutti noi, saremo capaci di dare a questi ragazzi il rispetto l’accoglienza e la dignità che si meritano».
La provocazione arriva come una staffilata: Mineo, arrabbiato ha paragonato Renzi a un ‘ragazzino autistico’, lei cosa ne dice?
«Queste parole sono già state commentate ampiamente, e sono semplicemente parole orribili. Non ho niente di più da dire».
Come si trova in questi nuovi panni, la sua vita è cambiata ...
(Un po’ ride, un po’ sbuffa) «Ma no, siete voi giornalisti che continuate a dirlo, la mia vita non è poi cambiata così tanto ...».
Però qualche uscita pubblica le è toccata ...
«Solo perché c’è stato Pitti e poi qui adesso» (Glissa rapidamente sulle due missioni estere. Intanto taglia il nastro e canta l’inno nazionale. Con lo stesso stile del marito).
Le manca la scuola?
«Moltissimo. Per forza».
Ma è poi così brutto essere la first lady?
(Non risponde direttamente) «Non sono cambiata, la mia vita è quella di sempre, a settembre vorrei tornare a insegnare...».
Dove?
«Non lo so. Dove mi manderanno, quando mi chiameranno, magari anche qualche mese dopo. Vedremo come vanno le cose».
Un desiderio sfuggito? Forse sì. Sembra ripensarci solo un attimo. Ma l’occhio è brillante e, soprattutto, convinto.