Elena G. Polidori
ROMA
SALA STAMPA di Montecitorio. Si parla di «Quorum zero», proposta di legge del Movimento 5 stelle per eliminare il quorum dai referendum. Iniziativa meritoria che sembra finalmente aprire alla politica grillina lontano dal «gossip» di diarie e scontrini. Invece, la comunicazione s’inceppa di nuovo ed è rissa con la stampa. Ai promotori dell’iniziativa, attivisti grillini accompagnati dal capogruppo Vito Crimi e dal deputato Riccardo Fraccaro, non è infatti piaciuto il modo con cui giornalisti hanno seguito la conferenza stampa: posture annoiate, qualche sbadiglio, sguardi perplessi. Dario Rinco, del comitato «Quorum», indispettito da una supposta mancanza di attenzione, è sbottato: «Adesso — ha intimato ad una stampa sbigottita — riassumeteci cosa abbiamo detto, diteci una proposta di quelle che abbiamo avanzato». Un «esamino» che i cronisti parlamentari hanno respinto con forza, provocando l’esplosione di una bagarre, ultimo atto di un’incomunicabilità tra i 5 Stelle e i media che sta assumento caratteristiche grottesche. Specie dopo la divulgazione (via mail) di direttive ferree dello staff comunicazione voluto da Casaleggio su come i parlamentari devono approcciare i giornalisti. Con tanto di liste di proscrizione di buoni e cattivi, di «graditi e sgraditi» all’occhio vigile dei «comunicatori» del «regime» grillino. A siglare quelle direttive è stato Nicola Biondo, capo dello staff della Camera, che ieri ha mandato online anche un simpatico tweet per far capire l’aria che tirava dopo la lettura dei giornali: «Oggi si fanno i cazz... nostri (i giornalisti, ndr), si sono occupati delle linee guida interne della comunicazione, non certo degli interventi in aula di ieri».
Una scivolata che ha esacerbato gli animi. Ma che ha spaccato lo staff grillino di Camera e Senato: non tutti digeriscono il «bavaglio», anzi. Claudio Messora, omologo di Biondo al Senato, ha preso le distanze: «I senatori sono stati eletti dal popolo, e hanno il diritto e la libertà di parlare dove vogliono, quando vogliono e con chi vogliono». Anche i deputati vorrebbero farlo, ma Biondo non ne vuole sentir parlare. E ieri sera, durante una riunione, sono volate parole grosse da parte di alcuni dei più dialoganti con l’esterno che non accettano di vedersi commissariare.
Persino Vito Crimi ha preso le distanze dalla linea: «Se il gruppo comunicazione mi dice ‘domani devi fare così e così’, li guardo e dico: sei matto!». Grillini ancora allo sbando, dunque, e c’è chi è convinto che qualche uomo di Casaleggio stia per essere allontanato...