Veronica Passeri
ROMA
«SE ABBIAMO fatto le primarie per i parlamentari in due settimane, si può preparare il congresso in due mesi». Il ragionamento tiene banco tra i «militanti critici» di OccupyPd che organizzano un picchetto, in poco più di una trentina (gli altri sono sparsi in tutta Italia per il ‘tesseramento nelle strade’), davanti alla nuova Fiera di Roma, padiglione 10. Lì si tiene l’assemblea nazionale del partito riservata ai soli delegati.

LORO, fuori insieme a curiosi e presenzialisti come Gabriele Paolini, non si perdono d’animo. Accerchiano il vice ministro dell’Economia Stefano Fassina e gli chiedono conto del fatto che «comanda Berlusconi». Lui ribatte: tranquilli, «con questo governo non ci saranno mai leggi ad personam». Il sindaco di Bari Michele Emiliano, un’altra delle voci critiche, acquista, al prezzo di 2 euro, una delle magliette di OccupyPd con lo slogan Siamo più di 101. Il riferimento è ai 101 franchi tiratori che hanno affossato Prodi al Quirinale.
Alla fine la spuntano. Non è un’occupazione, ma una piccola delegazione entra e legge dal palco della sala, off limits anche per i giornalisti, il documento. Reset della classe dirigente, congresso «il prima possibile» e non «chiuso» ai soli iscritti, «chiarezza su tempi e modalità dell’impegno nel governo Letta-Alfano». Programma che declama la giovane Ludovica Cioria, 23 anni, militante del Pd a Torino dal 2007. Non un impeto ‘rottamatore’ ma una critica per scritto. La platea concede un applauso di cortesia, i ragazzi con la maglietta bianca girellano tra la sala stampa e il bar (il must è il panino con la porchetta di Ariccia) e distribuiscono volantini. I deputati prodiani Sandra Zampa (astenuta su Epifani) e Sandro Gozi si dicono «vicini» a OccupyPd e «ai militanti che si sono disperati» per il governo con il Pdl. Ma si rivolge ai ragazzi anche Guglielmo Epifani: «Se a chi ha un’opinione diversa su un passaggio difficile non si dà l’opportunità di discutere insieme lo si abbandona, non ce lo possiamo permettere».

UN’APERTURA ma non basta. «Adesso — spiega Diego Sarno, assessore a Nichelino — la battaglia continua. Il 19 ci vedremo a Prato e valuteremo che cosa fare. Per il congresso non escludiamo nulla, nemmeno una nostra candidatura». Un nome? Nessuna posizione ufficiale, «noi non siamo una corrente», ma a tutti piace (e tanto) Pippo Civati contrario sia al governissimo sia al «partitissimo». «È l’unico coerente e lucido con i valori del Pd» scandiscono i ragazzi. Manca ancora un po’ di tempo per l’ora X e quelli di OccupyPd potranno contare le forze in campo. Intanto conoscersi: ieri molti si vedevano di persona per la prima volta.