Elena G. Polidori
ROMA
È LA PARTITA più difficile, in questa fase politica, ma Riccardo Nencini (LaPresse), segretario del Psi, ha le idee molto chiare su come risolvere il problema della successione al Quirinale di Giorgio Napolitano: «Il prossimo Capo dello Stato dovrà unire allautorevolezza forti connotati europeisti sostiene essere garanzia per lEuropa e un innovatore dellUnione Europea, dovrà essere scelto coralmente dal Parlamento, senza preclusioni di schieramento».
E dunque?
«Emma Bonino rappresenta una sintesi virtuosa di tutti questi fattori».
Mara Carfagna ha proposto lo stesso nome, subito stoppata da Brunetta...
«Strano, è stato Berlusconi a nominarla commissaria europea nel 94, quindi tendo a credere più alla Carfagna che a Brunetta».
Ed è anche una donna, cosa che piacerebbe pure a Maroni che fa il tifo per una donna...
«La questione di genere, in verità, la metto allultimo posto. Bonino è una donna che conosce bene lEuropa, è laica, ha una solida cultura politica che si è vista anche durante le battaglie di civiltà combattute nel suo ruolo di commissario, per non parlare di quelle storiche per i diritti civili. In ultimo, ha unottima conoscenza del mondo arabo. Perché non votarla?».
I cattolici la considerano unabortista...
«Ecco, adesso basta, smettiamola di essere così provinciali! Vorrà dire che una parte dei cattolici non la voteranno, ma ci si augura che il resto del Parlamento sappia volare un po più in alto, cerchiamo di non aver paura, almeno quando si tratta della scelta della più alta figura istituzionale, di essere eretici, se questo significa una scelta di qualità e autorevolezza assolute».
Emma Bonino, insomma, «luomo giusto al posto giusto», come recitava un vecchio slogan di propaganda radicale...
«Assolutamente sì. Viviamo nel tempo del nuovismo assoluto, mentre io a questa spasmodica voglia di novità preferisco unottima esperienza. La Bonino rappresenta una nostra eccellenza, in questo senso».
ROMA
È LA PARTITA più difficile, in questa fase politica, ma Riccardo Nencini (LaPresse), segretario del Psi, ha le idee molto chiare su come risolvere il problema della successione al Quirinale di Giorgio Napolitano: «Il prossimo Capo dello Stato dovrà unire allautorevolezza forti connotati europeisti sostiene essere garanzia per lEuropa e un innovatore dellUnione Europea, dovrà essere scelto coralmente dal Parlamento, senza preclusioni di schieramento».
E dunque?
«Emma Bonino rappresenta una sintesi virtuosa di tutti questi fattori».
Mara Carfagna ha proposto lo stesso nome, subito stoppata da Brunetta...
«Strano, è stato Berlusconi a nominarla commissaria europea nel 94, quindi tendo a credere più alla Carfagna che a Brunetta».
Ed è anche una donna, cosa che piacerebbe pure a Maroni che fa il tifo per una donna...
«La questione di genere, in verità, la metto allultimo posto. Bonino è una donna che conosce bene lEuropa, è laica, ha una solida cultura politica che si è vista anche durante le battaglie di civiltà combattute nel suo ruolo di commissario, per non parlare di quelle storiche per i diritti civili. In ultimo, ha unottima conoscenza del mondo arabo. Perché non votarla?».
I cattolici la considerano unabortista...
«Ecco, adesso basta, smettiamola di essere così provinciali! Vorrà dire che una parte dei cattolici non la voteranno, ma ci si augura che il resto del Parlamento sappia volare un po più in alto, cerchiamo di non aver paura, almeno quando si tratta della scelta della più alta figura istituzionale, di essere eretici, se questo significa una scelta di qualità e autorevolezza assolute».
Emma Bonino, insomma, «luomo giusto al posto giusto», come recitava un vecchio slogan di propaganda radicale...
«Assolutamente sì. Viviamo nel tempo del nuovismo assoluto, mentre io a questa spasmodica voglia di novità preferisco unottima esperienza. La Bonino rappresenta una nostra eccellenza, in questo senso».
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