ROMA
IERI
altre due croci. Si allunga la catena dei suicidi causati da una crisi economica che sta devastando il tessuto economico e sociale del Paese. Coinvolti imprenditori, operai, disoccupati. Nel 2012, secondo un’analisi dell’università Link Campus, si sono registrati 89 morti. E’ difficile avere numeri attendibili, perché non sempre è possibile attribuire in modo certo a motivazioni economiche il gesto di togliersi la vita.
QUEST’ANNO, tuttavia, sono già almeno una decina i casi ufficializzati. Gli ultimi ieri a Ferrara e Lipari, dove un noto albergatore, Edoardo Bongiorno, 61 anni, si è tolto la vita oppresso dai debiti che lo hanno distrutto fisicamente, moralmente e psicologicamente. Motivazioni analoghe a quelle che, in Emilia, hanno spinto al suicidio un imprenditore sessantenne. Anche lui ha lasciato un biglietto ai familiari dai toni accorati: «Senza lavoro non c’è speranza, senza speranza non c’è voglia di vivere».
La tragedia dell’albergatore eoliano arriva sulla scia dell’allarme lanciato tre giorni fa, a ridosso della Pasqua, dal presidente di Federalberghi Bernabo’ Bocca, che ha chiesto un piano di emergenza per salvaguardare i lavoratori e le aziende del settore. Solo un mese fa Federalberghi aveva calcolato che nel 2012 agli albergatori l’Imu è costata in media 16mila euro, l’80% in più dell’Ici.
Per l’esattezza, per ognuno dei 34mila alberghi esistenti in Italia, l’Imu rappresenta un esborso medio pari a 16.830 euro, per un controvalore di 523 euro a camera. «La situazione attuale — ha commentato ieri Bocca —, con drastici cali nei ricavi e contemporanei aumenti di costi e di tasse, uniti alle difficoltà delle imprese nei confronti del mondo bancario, rischia di spingere alcuni imprenditori a gesti estremi».
NEL 2012 sono stati persi 7 milioni di pernottamenti negli alberghi italiani, conseguenti ad un calo di presenze turistiche del 2,5%. Il settore ha perso 3 miliardi di giro d’affari e i fatturati sono calati del 10%. L’anno si è chiuso con una diminuzione del 3% del lavoratori occupati, quantificabile, nel solo comparto alberghiero, in 10mila unità e 60mila a livello aggregato di settore.