Stefano Grassi
ROMA
CRITICARE

i partiti in questo momento in Italia è un po’ lo sport nazionale. Ma loro, i socialisti di Riccardo Nencini (foto Imagoeconomica), amano le sfide, prima delle quali e più ardua di tutte è quella di restituire al Psi un ruolo di partito nazionale, l’onore e la dignità perduti. Quale occasione migliore, allora, di quella che il calendario fornisce proprio quest’anno: il 120esimo anniversario della fondazione. Era il 20 agosto del 1892: i congressisti provenienti da tutta Italia si riunirono nella genovese sala Sivori: c’erano 150 associazioni di tutta Italia, i più acclamati tribuni furono Turati e Bissolati, Giuditta Brambilla e Anna Kuliscioff. Fu un congresso tumultuoso come nella miglior tradizione di sinistra. Nacque il primo partito moderno italiano.

QUESTA MATTINA

il segretario del nuovo Psi ha convocato i suoi in quella stessa sala Sivori per una manifestazione che più che una celebrazione vuol essere una rifondazione. «Il riformismo socialista — spiega Nencini — seppur minoritario, ha saputo condurre l’Italia alle grandi scelte che l’hanno resa un paese moderno. Oggi a Genova lanciamo la proposta della Casa dei riformisti, per indicare la strada che conduca l’Italia fuori dalla crisi». Al convegno dal titolo ‘Da 120 anni per amore dell’Italia’ interverranno l’ex ministro spagnolo della Difesa, Carme Chacon (Psoe), il candidato sindaco del centrosinistra a Genova, Marco Doria, e don Gallo, la ‘voce degli ultimi’, a testimonianza di un articolato programma di alleanze. Ma con quali obiettivi? «Innanzitutto una patrimoniale — risponde Nencini — per poter realmente ridurre il peso delle tasse, poi riforma delle istituzioni, a partire dagli enti locali pletorici e costosi, infine riforma della politica, cioè abolizione del finanziamento ai partiti e organi eletti dagli iscritti». Con chi fare questo percorso? «Guardiamo con interesse al lavoro di Casini, ma i nostri naturali compagni di strada sono gli uomini della sinistra non radicale».