ROMA
TEMPI sempre più duri per gli evasori fiscali: proprio mentre la Corte dei Conti lancia l’allarme sulla corruzione (e parla di Iva evasa al 36%), i sindaci (nella foto, il presidente dell’Anci, Graziano Del Rio) hanno deciso di scendere in campo, facendosi promotori di una iniziativa che sarà presentata domani a Milano, in occasione della Giornata mondiale della giustizia sociale. Si tratta di una rete tra tutti i Comuni — ‘ReteComuni’ — e riguarda tutti i soggetti interessati alla disponibilità di dati ‘certificati’ provenienti dall’incrocio di banche dati interne ed esterne. In questo modo il contrasto all’evasione sarà più capillare.
Il sistema prende l’avvio da un progetto (Git), finanziato dalla presidenza del Consiglio e conclusosi a dicembre. La nuova rete sarà finalizzata al recupero delle entrate locali evase (Ici, Tarsu, imposta sulla pubblicità o l’occupazione di spazi pubblici) ma anche di quelle erariali, cioè di competenza dello Stato, dirette (Irpef e Ires), indirette (Iva, Registro) e di tributi minori (imposte ipotecaria e catastale) gestiti dall’Agenzia del Territorio.

IL MECCANISMO sul quale ruota l’intero sistema è quello della segnalazione che l’ente locale opera sulla base di propri controlli e approfondisce ed incrocia grazie all’accesso all’anagrafe tributaria nazionale, messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Il Comune, attraverso il portale dell’Agenzia (Siatel V2.Fisco) accede a tutte le dichiarazioni dei redditi di tutti gli abitanti residenti nel suo territorio in modo analitico, cioè aprendo i singoli quadri della dichiarazione e di tutti gli italiani, ma solo per quel che concerne i quadri presentati in dichiarazione. In questo modo, per fare un esempio, il Comune potrà verificare, se una richiesta di agevolazione per alcuni servizi come la mensa scolastica (Isee) è congrua con quanto dichiarato.
Avvenuta questa verifica, il Comune segnala all’Agenzia delle Entrate il caso e questa, se ritiene che ci siano gli elementi per procedere, va avanti. Il processo può essere anche inverso, cioè può essere l’Agenzia a chiedere aiuto al Comune e se da questo ottiene una risposta entro 60 giorni lo premia. L’ente locale, infatti, a partire da quest’anno e fino al 2014, otterrà per ogni segnalazione ‘utile’ il 100% delle maggiori imposte statali che non sono state dichiarate, oltre agli interessi e alle sanzioni derivanti dagli accertamenti collegati alle segnalazioni di quel Comune.