di ROSSELLA MINOTTI
— MILANO —
MARCO Cacciotto (nella foto), oltre (o forse prima) che docente di marketing politico alla Statale di Milano, è consulente politico. In assoluta segretezza, negli ultimi dieci anni ha seguito una cinquantina di campagne elettorali, per diversi partiti: «Posso permettermi di scegliere — dice — e lavoro con le persone che mi piacciono».
Professore, lei ha parlato in tv di tecniche di «framing» che vengono impiegate in questi giorni a proposito del caso Ruby e a difesa del premier...
«Sì, l’avevo anticipato, che ci sarebbe stato un innalzamento dei toni. Il centrodestra sta seguendo una strategia precisa: attacca e cerca di screditare le trasmissioni giornalistiche e i media considerati avversari. Quindi usa la tecnica di andare in trasmissione ma dimostrando che non è possibile dire le proprie opinioni. Per questo chi va a difendere Berlusconi si alza e se ne va. D’altronde accadde anche nel 2006, quando lo stesso Berlusconi andò dalla Annunziata e, dopo una sorta di escalation, decise di abbandonare lo studio con l’effetto di far parlare di questo per giorni».
Visto che lei ha la capacità di prevedere gli eventi, cosa accadrà adesso?
«Non ho la sfera di cristallo, ma posso dire che la campagna del centrodestra sui media (visto che siamo in una campagna elettorale permanente anche senza elezioni) deve per forza essere aggressiva. Certo tutto dipenderà dalla capacità di misurare questo tipo di attacco, basta un nulla per avere un effetto in più. Con un attacco fatto bene mobiliti i tuoi, se esageri mobiliti anche l’opposizione».
Come vede la situazione del Paese?
«Vedo due parti estremamente polarizzate e mobilitate che si scontrano. Il vero pericolo, per Berlusconi, è l’astensionismo. Avete mai visto un milanista entrare in un derby e uscire interista? No. Quello che può accadere è che chi è deluso decida, alla partita successiva, di restare a casa».