— ROMA —
CHI L’HA VISTO o sentito alla fine del discorso di Fini, descrive un Berlusconi irritato per le accuse, alcune velate, altre esplicite, che inviategli dal palco di Mirabello. Un Berlusconi che risponderà a Fini («Se ci saranno le solite indiscrezioni di fantasia, saranno smentite», anticipa Bonaiuti), solo dopo aver riflettuto.
Visto che Fini ha scelto di non scegliere, Cicchitto si augura che quanto detto sui cinque punti «sia una linea positiva di appoggio in Parlamento e non una tattica di logoramento verso il governo: lo capiremo». In attesa di vedere «se c’è ancora una maggioranza», gli chiede di riflettere se il suo nuovo ruolo di capopartito sia conciliabile con quello di presidente della Camera. Per il portavoce pdl, Daniele Capezzone, il presidente della Camera è stato deludente e non ha dato alcuna spiegazione convincente.

UNA POSIZIONE condivisa da Gasparri che, perchè tirato in ballo come uno dei colonnelli («Sempre meglio che cognati...»), ricorda a Fini di non aver dato risposte sulle vicende che lo coinvolgono: «Se uno propone un codice etico, come ha fatto, deve anche rispondere alle domande». Per La Russa «è il nostro generale che ha cambiato bandiera, dopo averci indicato Berlusconi come leader». Matteoli assicura che «non è vero che il Pdl non c’è più» e Alemanno chiede a Fini: «Sei fuori dal Pdl, con chi stai?».
Dubbi della Lega, espressi per bocca del ministro Maroni: «Mi pare evidente che sia rinata Alleanza Nazionale — osserva — un partito che assicura gli interessi del sud più che quelli della Padania che per Fini non esiste ma per noi esiste eccome». Maroni ha poi sottolineato come la questione sia «seria»: bisognerà valutare nei prossimi giorni — ha aggiunto — se ci sono le condizioni per andare fino alla fine della legislatura oppure no».

MOLTO PIÙ cauto il leader del Carroccio Umberto Bossi, che minimizza ma anticipa un nuovo incontro con Berlusconi, fissato per oggi : «In verità doveva essere una domenica importante perchè parlava Fini — ha osservato — ma potevamo anche far finta di niente perchè non ha detto niente di importante né di nuovo: ha detto peggio, che la sinistra ha ragione e che bisogna rifare la legge elettorale». Il Senatur si era presentato a sorpresa a una festa dei lumbard in Valcuvia, accompagnato dal figlio Renzo. E proprio il figlio ha spiegato: «Oggi qualcuno ha parlato di ribaltoni, ma se il Governo va avanti lo fa con il nostro programma, con il programma che ha fatto la Lega». E dal palco della festa della Lega Nord a Torino, Renzo Bossi ha detto che «se il Governo va avanti lo farà con i partiti che sono stati scelti dal popolo».