Renzi riceve De Sandre e Garziera, gli inventori del computer da tavolo Olivetti
Renzi riceve De Sandre e Garziera, gli inventori del computer da tavolo Olivetti
Roma, 14 ottobre 2015  - Che ci fa Matteo Renzi, presidente del Consiglio, a palazzo Chigi insieme agli inventori del primo computer da tavolo? Festeggiano i 50 anni del computer da tavolo. Che non è americano, ma italiano. Dimenticate  Steve Jobs e  Bill Gates. Il video postato su youtube da Palazzo Chigi ci porta nel 1965: i due signori che vedete con il premier si chiamano  Giovanni De Sandre e  Gastone Garziera. La macchina che vedete sul tavolo è il primo desktop della storia, il suo nome è  Olivetti Programma 101, o P101. meglio nota come  Perottina, dal nome dell’ingegner  Pier Giorgio Perotta che la progettò insieme, appunto, a De Sandre e Garziera. Per capire di cosa stiamo parlando occorre tornare con la mente a quegli anni: era l’epoca dei grandi elaboratori, quelli che occupavano intere stanze. Nessuno aveva mai pensato a una macchina da tavolo in grado di elaborare e immagazzinare dati in modo del tutto autonomo.

I calcolatori da scrivania , prodotti di uso quotidiano, erano meccanici, nessuno aveva mai pensato a un calcolatore elettronico come strumento di lavoro di tutti i giorni. P101 fu presentata come prototipo alla Fiera di New York nel 1965 , al Bema grande esposizione dei prodotti per ufficio e attirò subito l’attenzione diventanto la vera protagonista della casa italiana. Perotto iniziò a lavorare al progetto nel 1962. All’epoca le alternative per chi avesse bisogno di elaborare dati erano solo due: o le calcolatrici elettromeccaniche o i grandi elaboratori. Le prime, i modelli più evoluti, costavano poco meno di un milione di lire e potevano eseguire solo le quattro operazioni fondamentali. Ben diversa la potenza dei grandi calcolatori, ma potevano essere usati solo da tecnici specializzati, c’erano lunghe file d’attesa e il noleggio poteva superare i 20-30 milioni all’anno. Perotto, ingegnere genovese calsse 1930, iniziò a pensare a «una macchina nella quale non venga solamente privilegiata la velocità o la potenza, ma piuttosto l’autonomia funzionale». Un computer da tavolo autonomo in grado di scrivere programmi e di salvarli/leggerli su/da una cartolina magnetica al prezzo di 3500 dollari: l’Olivetti Programma 101, appunto, le cui vicende sono sui libri di storia dell’informatica, nelle cronache economiche italiane e internazionali: quando arrivò sul mercato i grandi giornali americani videro, per esempio, quel che il mercato e molte aziende non avevano ancora visto.

“The New York Times , Wall Street Journal, Business Week, New York Herald Tribune - ricordò Perotto nel libro dedicato a Programma 101 -, oltre a tutti i giornali e le riviste specializzate, riportarono la notizia del lancio del “first desk top computer of the world “. Il New York Journal American profeticamente scrisse: “  A desk top computer. We may see a computer in every office even before there are two cars in every garage“. Ovvero: potremo vedere un computer in ogni ufficio prima di vedere due auto in ogni garage.
Alcune pillole per ricordare una storia di genio, ma anche di occasione mancata per il sistema Italia: Programma 101 fu utilizzato dalla Nasa a supporto della missione Apollo 11, quella che portò l'uomo sulla Luna. Un esemplare di P101venne esposta al Moma di New York, il design di  Mario Bellini fu premiato con l’Industrial Design Award. Dopo la P101 i concorrenti cominciarono a svegliarsi e nel 1967 la  Hewlett Packard lanciò l’Hp 9100, calcolatore che adottava alcuni sistemi brevettati da Perotto per la Olivetti. Ci fu una causa che finì con il versamento all’Olivetti di 900mila dollari a titolo di diritti. Da quel momento in poi, però, inziarono ad arrivare sul mercato prodotti in grado di competere con la Perottina. Mancano ancora una decina anni perché in un garage  Jobs e Wozniack diano vita alla  AppleGates scriva il suo Ms-Dos, Mits sforni  l’Altair, Commodore si prenda la sua parte di mercato.
 
Nel 2012 al Politecnico di Torino furono messi a confronto  Programma 101 (1965), l’Apple I (1976) e  l’Amstard Cpc (1984). Tre macchine di tre decenni diversi che confermarono il valore del progenitore che ha vinto la sfida. Di Perottina ne furono venduti circa 44 000 esemplari venduti, ne esistono soltanto 8 ancora funzionanti, ma è qui che tornano in scena Garziera e De Sandre. Se il loro entusiasmo, durante la visita a Palazzo Chigi, è ancora contagioso, guardateli a Trieste, a una fiera di makers dove, grazie alle stampanti 3d, sono stati ricostruiti pezzi mancanti alla Perottina. E il testimone è passato dai makers di 50 anni fa ai makers di oggi.