Il presidente dell'Associazione Rousseau, Davide Casaleggio (Ansa)
Il presidente dell'Associazione Rousseau, Davide Casaleggio (Ansa)

Roma, 3 settembre 2019 - Nicola Biondo è stato a capo della comunicazione del M5s e ha scritto un libro (Il sistema Casaleggio) per raccontare all’esterno cosa è diventato veramente il partito guidato – solo in apparenza – da Luigi Di Maio. "Spesso mi chiedono – ci dice Biondo – se il Movimento sia di destra o di sinistra. Io rispondo né l’una, né l’altra. È solo di Davide Casaleggio".

Oggi si vota su Rousseau. Secondo lei come finisce?

"Dipende. Da quale prezzo gli altri, in questo caso il Pd, sono disposti a pagare al pericoloso conflitto d’interessi di Casaleggio. Con il voto su Rousseau lui ha semplicemente alzato la posta, ma ha un interesse primario a restare al governo; da quando il Movimento è a Palazzo Chigi, la Casaleggio Associati ha triplicato il fatturato".

Non mi ha risposto...

"Ad aprile scorso una fonte interna al M5s, di primo piano, mi ha detto che Di Maio buffava contro Casaleggio, diceva ‘Davide mi dà il tormento’. Sul piatto c’erano nomine importanti negli apparati dello Stato. E ora sono in scadenza, a breve, 400 nomine di natura governativa, tra queste anche il Garante della Privacy, che a Casaleggio interessa moltissimo perché lo ha già pesantemente sanzionato. Per risponderle, diciamo che Davide in queste ore ha avuto proposte molto chiare e le sta valutando; è molto conteso anche a destra...".

E se il voto di Rousseau dicesse no all’accordo con il Pd?

"Il voto su Rousseau non esiste per statuto; può essere annullato per volere del capo".

Quindi di Di Maio?

"Luigi è a fine corsa, ma la sua uscita di scena non sarà veloce, immediata. Conte ha ancora bisogno di tempo per sedimentare il suo ruolo e il consenso su di sé".

La storia di Di Maio che vuole conservare la poltrona di vicepremier sennò...

"...sennò cosa? Se Casaleggio la ritiene strategica, allora probabile che la battaglia sia su questo, ma io ritengo che quella poltrona sia funzionale solo a Di Maio, non a Casaleggio. Per lui è più importante continuare ad avere una persona di fiducia al Mise. Se davvero Casaleggio credesse nella trasparenza, renderebbe note le aziende che si sono avvicinate a lui da quando il Movimento è al governo, ma non lo farà mai".

Lei scommette sulla nascita del governo giallorosso...

"Sì. Perché credo che il M5s possa anche accettare di ‘dimagrire’, sposando una nuova legge elettorale proporzionale, per restare ancora a lungo nella stanza dei bottoni; con una legge proporzionale il Movimento, con i numeri attuali, potrebbe contare su un 12-15% di voti. Dovranno sempre andare da loro per trovare una maggioranza di governo. E in Parlamento, poi, entrerebbero solo i fedelissimi".

Insomma, come finisce?

"E’ già finita. E pure male. Il Movimento, quello fondato da Gianroberto Casaleggio e Grillo, è morto tanto tempo fa. Oggi è solo il braccio politico di un’entità commerciale il cui capo deciderà il suo futuro. E l’ad di questa azienda, che è Di Maio, piegherà la testa al suo volere".