Vietare il voto agli anziani? Darlo ai 16enni? Ecco il sondaggio
Vietare il voto agli anziani? Darlo ai 16enni? Ecco il sondaggio

Roma, 20 ottobre 2019 - In Italia quasi 1 cittadino su 4 è over 65. La popolazione che abitualmente si reca alle urne è costituita al 50% da soggetti con oltre i 50 anni, addirittura alle primarie del Pd questa percentuale aumenta al 55%. Al contempo la partecipazione dei giovani agli eventi elettorali continua a essere molto scarsa: i votanti che hanno meno di 35 anni rappresentano solo il 10% degli aventi diritto. Quando alle primarie del Pd si è deciso di permettere il voto ai sedicenni, addirittura meno dell’1% dei partecipanti era minorenne. Insomma in un contesto che vede la folta partecipazione alla vita politica degli ‘over’, Beppe Grillo ha lanciato la proposta di togliere la possibilità del voto agli anziani.

La ragione di questa opinione è che gli anziani diventano un motivo di ostacolo quando ci sono le elezioni, nel senso che con il loro comportamento tendono a essere poco aperti alle nuove proposte politiche, e quindi indirettamente diventano un freno per l’Italia. Eppure a leggere oggi la differenzazione del voto tra gli over 65 e il resto della popolazione le preferenze non variano, se non di poco. Il voto è diventato trasversale. Le differenze in relazione all’età erano fortemente marcate nell’epoca della Prima Repubblica. In quel periodo gli anziani votavano in larga maggioranza la Dc mentre i giovani si dividevano tra il Pci e i partiti di sinistra. Era un’altra epoca.

Tra l’altro la stessa composizione dell’elettorato del M5s è l’indicatore di come non esiste più una aggregazione elettorale in senso anagrafico. Il partito di Grillo è preferito ormai anche dai pensionati. Se si analizza il voto dei soli anziani rispetto a quello di tutta la popolazione, si evince che in una eventuale ipotesi di partecipazione solo ai minori di 65 anni, il quoziente elettorale dei maggiori partiti si sposterebbe di poco. Per esempio il Pd avrebbe il 2% in meno e Forza italia -1%. Invece il M5s incrementa del 2%, così anche la Lega dell’1,5%. Insomma variazioni minime che non certo cambierebbero in maniera decisiva l’attuale quadro elettorale.

Invece l’età continua a essere l’elemento critico che condiziona la partecipazione alle elezioni, visto che i giovani continuano ad essere assenti, aumentando così il popolo degli astenuti. Pertanto estremizzando la proposta-provocazione di Grillo, probabilmente si dovrebbe auspicare il voto obbligatorio per i più giovani, più che impedirlo agli anziani.

Tra l’altro la maggioranza assoluta della popolazione è nettamente contraria, visto che l’88% si dichiara contro l’ipotesi del leader cinquestellato. Inoltre gli stessi cittadini non sono favorevoli neanche alla possibilità di abbassare a 16 anni la soglia per poter votare: in questo caso i contrari sono il 58% (favorevole il 30%). Al contempo è vero però che l’esigenza di far votare i giovani è un fattore auspicato dalla maggioranza della popolazione: il 52%. È interessante notare la proposta che invece è scaturita da questo sondaggio finalizzata a una maggiore partecipazione degli under 30. Il 55% sarebbe favorevole a istituire una sorta di assemblea elettiva consultiva, formata da soli giovani che possa essere un riferimento del Parlamento per confronti con la classe politica quando si tratta di promuovere leggi rispetto a tematiche riguardanti il lavoro, l’ambiente, la formazione, l’istruzione, la tecnologia.

*Nota informativa ai sensi dell'art. 4 del Regolamento Agcom - Delibera n°256/10/CSP. Data di realizzazione: 19/10/2019. Committente: QN Quotidiano Nazionale. Campione: Panel Omnibus rappresentativo degli elettori italiani. Tecnica di somministrazione delle interviste: Cawi. Consistenza numerica del campione: mille. Rispondenti: 90%