"Bye bye vitalizi", i 5 stelle festeggiano con i palloncini (Dire)
"Bye bye vitalizi", i 5 stelle festeggiano con i palloncini (Dire)

Roma, 8 luglio 2019  - Il vicepremier Luigi Di Maio saluta con gioia la decisione della Cassazione, che oggi ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro il taglio ai vitalizi dei parlamentari, sottolineando un risparmio di 280 milioni.
Ma quanti sono i vitalizi erogati agli ex parlamentari? In tutto circa 2.700, per un importo totale di circa 200 milioni di euro. Sommando la cifra relativa alla Camera con quella del Senato si ottiene un risparmio di circa 56 milioni all'anno, e cioè circa 280 milioni a legislatura
La 'sforbiciata' voluta dai 5 stelle - con il via libera della Camera nel luglio del 2018 e del Senato lo scorso ottobre -  ha superato dunque lo scoglio della Cassazione. 
Restano in piedi, tuttavia, gli oltre 2 mila ricorsi presentati alle Camere dagli ex parlamentari, alcuni dei quali sono stati già accolti: si tratta però di casi 'particolari', sospensive del taglio sulla base dello stato di salute dell'ex parlamentare o del coniuge.

CAMERA - Sono 1.405 i vitalizi erogati da Montecitorio, tuttavia il taglio approvato dall'Ufficio di presidenza lo scorso luglio riguarda una platea di 1.338 ex deputati. Secondo le stime fatte dal presidente Roberto Fico, ammonta a circa 40 milioni l'anno il risparmio per le casse della Camera, una cifra che si aggira intorno ai 200 milioni per l'intera legislatura. Il taglio ha avuto effetto a partire dal 1 gennaio del 2019.
Sono però consentite riduzioni del taglio dell'assegno percepito in specifici casi di particolare difficoltà sociale ed economica. Gli assegni finora erogati saranno ricalcolati secondo il metodo contributivo e, quindi, subiranno una diminuzione che va dal 40 al 60% fino all'80% dell'importo oggi percepito. 
Anche se è difficile stabilire la quota esatta dei tagli, in base ad alcune proiezioni effettuate, si calcola che alcuni assegni subiranno una sforbiciata che può raggiungere anche i 5 mila euro. Il taglio più consistente riguarderebbe 11 ex deputati. Sono previsti due tetti minimi: 980 mila euro o 1.470, che valgono per quei casi in cui sarebbe troppo basso l'importo dell'assegno ricalcolato. La riduzione più consistente per numero è quella che va dal 20 al 50% e riguarderebbe oltre 700 ex deputati. Si tratta, comunque, di una platea di ex parlamentari che hanno un'età avanzata (sarebbero oltre 140 gli ultra ottantenni). 
Saranno invece 'salvi' 67 ex deputati, il cui vitalizio non subirà alcun ritocco ma per loro viene introdotto un tetto massimo. La ratio è che con il ricalcolo avrebbero incassato un assegno di importo maggiore e, quindi, viene messo un tetto limite che si calcola sulla base dell'ultimo vitalizio percepito al 31 ottobre 2018.

SENATO - Lo scorso ottobre il Consiglio di presidenza di palazzo Madama, con 10 voti a favore e 1 astenuto ha adottato la stessa delibera già approvata da Montecitorio. Sulla base del raffronto con i dati della Camera e quelli forniti dall'allora presidente dell'Inps, Tito Boeri, in audizione in Parlamento, sono circa 16 milioni i risparmi per il Senato in un anno, 80 milioni nell'intera legislatura
In questo caso la 'sforbiciata' riguarda circa 1.300 ex senatori che percepiscono il vitalizio, anche se alcuni ex senatori potrebbero essere esclusi dalla misura, come già accaduto alla Camera.