La festa M5S per il taglio ai vitalizi: Riccardo Fraccaro e Luigi  Di Maio (Lapresse)
La festa M5S per il taglio ai vitalizi: Riccardo Fraccaro e Luigi Di Maio (Lapresse)

Roma, 12 luglio 2018 - Via libera al taglio dei vitalizi. L'ufficio di presidenza della Camera ha dato l'ok alla delibera del presidente Roberto Fico che taglia i vitalizi degli ex deputati, ricalcolando gli assegni percepiti in base al metodo contributivo. I sì sono stati 12: 9 della maggioranza (M5s e Lega), 1 del Pd, e 2 di Fdi. Tre i voti di astensioni, dei 3 esponenti di Forza Italia. Non hanno partecipato al voto l'esponente di Leu e del gruppo Misto. Immediati i festeggiamenti del Movimento cinque stelle in piazza Montecitorio, con palloncini gialli, bottiglie di champagne e la scritta 'Bye bye vitalizi', formata con lettere gonfiabili. "Stiamo cancellando un privilegio non un diritto e quando si fa qualcosa per le persone è giusto festeggiare", commenta Francesco Silvestri, vice capogruppo alla Camera ai militanti. "Il Senato prenda esempio" dalla Camera, le parole del leader grillino e vicepremier Luigi Di Maio. "Inoltre - aggiunge - abbiamo già pronta la legge per tagliare le pensioni d'oro e lo faremo nelle prossime ore". Esulta, su Facebook, l'alleato di governo e a sua volta vicepremier Matteo Salvini. "Approvato in Parlamento - scrive  - il taglio dei vitalizi a 1.240 ex parlamentari: stop a vecchi e assurdi privilegi. Con la Lega, dalle parole ai fatti!".

La delibera approvata oggi, ha spiegato Fico, prevede che il taglio dei vitalizi per gli ex parlamentari sia effettivo a partire dal primo gennaio 2019. Precedentemente l'entrata in vigore prevista era stata fissata al primo novembre di quest'anno. "Io non mollo e non mollerò mai - ha detto il presidente grillino -. Oggi abbiamo riparato un'ingiustizia sociale e quindi una ferita". "Non sono preoccupato dai ricorsi - ha detto ancora Fico -, perché la delibera è forte e sostanziale e ripara a un'ingiustizia e poiché la Costituzione dispone che tutti i cittadini sono uguali renderli tutti uguali" equivale ad agire "come dispone la Costituzione".

DI MAIO IN TV: GIORNATA STORICA - Era stato proprio Di Maio a dare l'annuncio, trionfante, questa mattina in tv: "Credo proprio che oggi riusciremo" a tagliare i vitalizi, aveva detto a Uno Mattina assicurando la pubblicazione in Gazzetta ufficiale "a ore". "Oggi è giornata storica, almeno per il simbolo che rappresenta questa decisione che dopo oltre 30 anni sancisce un principio chiaro, se hai versato i contributi allora il vitalizio ti spetta, se non hai versato no", ha scandito. Per il vicepremier a 5 stelle "è un principio di giustizia, ma non mi nascondo che c'è ancora molto da fare nella lotta ai privilegi. Mi avevano sempre detto che non si poteva fare. Siamo arrivati noi e in meno di 100 giorni li abbiamo tagliati".

 "Questo è un atto da terza repubblica", ha detto Di Maio. Una Terza Repubblica che "è già iniziata". E ancora: "E' un inizio, tagliamo un privilegio odioso e applichiamo le normali pensioni a ex parlametari che avevano vitalizi da nababbi con 3 giorni o 3 mesi in Parlamento. E' una giornata storica perché cominciamo a restituire ai cittadini i soldi con cui si sono finanziati i privilegi nella prima e seconda Repubblica". E sui social il vicepremier ha lanciato l'hashtag, tutto in maiuscolo, #BYEBYEVITALIZI:

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Di Maio sempre questa mattina aveva confermato i tagli alle pensioni d'oro, passo successivo dopo la sforbiciata ai vitalizi: saranno tagliate "anche sopra i 4.000 euro, per coloro che non hanno versato i contributi a sufficienza". Sul nodo lavoro, poi, il vicepremier ha risposto alle critiche arrivate al Dl Dignità: "Se vogliamo incentivare i contratti a tempo indeterminato, ben venga. Ma se si vuole annacquare la norma sul contratto al tempo determinato non siamo d'accordo. Nessun confronto poi sul gioco d'azzardo - ha detto - Siamo pronti a discutere ma il M5s sul precariato non arretra. Veniamo da anni in cui tanti giovani sono stati sfruttati con abuso contratti a termine. Una spirale negativa che ha fatto credere che quello fosse lavoro vero". Infine i voucher: il ministro del Lavoro ha ammesso che la sua "più grande preoccupazione" è che possano mascherare, soprattutto al Sud, meccanismi di sfruttamento. "Se si riapre la porta allo sfruttamento noi alzeremo un muro - ha annunciato. Se invece, come ci ha chiesto il ministro dell'Agricoltura, vengono introdotte per specifiche mansioni, o all'interno del lavoro domestico, e poi vediamo per il Turismo, allora possiamo parlarne. Come ministro del lavoro ho il dovere di proteggere dal precariato e, in questo caso, dall'iperprecariato".