La protesta di FI dopo il no all'introduzione del reato di revenge porn nel ddl (Dire)
La protesta di FI dopo il no all'introduzione del reato di revenge porn nel ddl (Dire)

Roma, 28 marzo 2019 - Salta la trattativa tra maggioranza e opposizioni sulla norma che introduce il reato di revenge porn per la diffusione on line di riprese e filmati a sfondo sessuale. A poco più di una mezz'ora dalla ripresa dei lavori dell'Aula della Camera, impegnata nell'esame del ddl 'codice rosso', il capogruppo M5s al Senato, Stefano Patuanelli, chiude ogni spiraglio alla richiesta unanime di tutte le opposizioni di inserire il reato di revenge porn nel provvedimento sulle nuove norme contro la violenza sulle donne. In una nota, Patuanelli scandisce: "La nostra posizione è chiara. Serve una legge organica, il cui testo sia frutto del corretto lavoro di ascolto degli stakeholder, come le associazioni, la Polizia Postale, le piattaforme web, gli esperti".

Le deputate dell'opposizione (Forza Italia, Pd e FdI) occupano i banchi del governo. E dopo l'impasse, i lavori dell'Aula sono stati rinviati a martedì prossimo alle 14. "Se fosse per noi stasera l'Italia avrebbe una legge sul revenge porn. La maggioranza invece vuole aspettare mesi, mentre donne e ragazze vittime di ritorsioni e ricatti sul web saranno prive di tutela per il cinico opportunismo di M5S e Lega. Vergognatevi. Tacete", scrive Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, su Twitter. 

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"Il ddl che abbiamo presentato oggi in Senato - è invece la motivazione del capogruppo pentastellato - è già in discussione in commissione Giustizia, e il nostro impegno è di approvarlo in tempi brevi ma senza forzature, come sarebbe un semplice emendamento. Lo abbiamo promesso alla signora Maria Teresa Giglio, mamma di Tiziana Cantone. E lo faremo". Sulla stessa linea la Lega, spiegano fonti del partito di via Bellerio, che è contraria ad inserire il revenge porn nel ddl 'codice rosso'. Dunque, su questo punto nessuna spaccatura tra i giallo-verdi. 

Dello stesso avviso anche Giulia Sarti, deputata autosospesa da M5s ed ex presidente della commissione Giustizia della Camera, che è stata coinvolta proprio in una vicenda relativa alla diffusione di sue foto intime. "Ringrazio tutti coloro che in questi giorni hanno espresso reale e sincera vicinanza nei miei riguardi. A tal proposito, in virtù di quel che ho passato, io così come molte altre donne purtroppo, ci tengo a sottolineare che il caso in questione, cosiddetto ' Revenge porn', discusso in queste ore nell'ambito del Codice Rosso, non può certo risolversi attraverso l'approvazione di un mero emendamento". "Al contrario, la materia è talmente delicata - prosegue - da richiedere un ampio dibattito non solo parlamentare, bensì giuridico-sociale, volto dapprima a coinvolgere esperti, vittime, famiglie, analisti, giuristi e tutte le varie articolazioni dello Stato competenti come la Polizia postale e delle comunicazioni. E' un tema importantissimo, una sua seria regolamentazione non può rischiare di nascere monca". 

In serata, il vicepremier Di Maio da Washington ha fatto sapere: "Martedì si deve votare l'emendamento sul revenge porn, un primo passo per poi passare anche alla legge che abbiamo già depositato in Parlamento".