Riunione di maggioranza a Palazzo Chigi (Twitter @GiuseppeConteIT)
Riunione di maggioranza a Palazzo Chigi (Twitter @GiuseppeConteIT)

Roma, 30 gennaio 2020 - Il premier Giuseppe Conte detta la linea nella maggioranza che stasera si è riunita nell'atteso vertice post elettorale, non senza frizioni. All'indomani del voto in Emilia che ha visto un Pd rivitalizzato, i dem chiedono un nuovo assetto, "una fase due" del governo, come l'ha definita il segretario Nicola Zingaretti, in cui il Partito Democratico continuerà ad essere "responsabile" ma "non subalterno". Un messaggio chiaro al Movimento 5 Stelle, che fa i conti con il flop alle regionali e con la leadership di fatto vacante, ma che non molla le sue priorità (autostrade e giustizia su tutte). 

"ORA GRUPPI DI LAVORO" - In questo contesto Conte vuole mettere giù un cronoprogramma preciso che cementi il governo e lo traghetti fino al 2023: "Avanti spediti e compatti, il Paese aspetta risposte", ha scritto in un tweet. Ma il vertice - interrotto per comunicare i primi casi di contagio da Coronavirus in Italia - ha solo avviato un lavoro ancora lungo. Ci saranno diversi altri incontri con singoli "gruppi di lavoro", ha fatto sapere Conte a riunione conclusa, e l'obiettivo è quello di completare tutto "in capo a qualche settimana" per poi "rilanciare l'azione di governo". In ogni caso assicura, nella maggioranza "c'è piena convergenza: remiamo tutti nella stessa direzione". 

I TEMI - Sul tavolo c'è il nodo della concessione ad Autostrade: l'ipotesi è che si possa arrivare ad una revoca 'parziale' ma M5s continua a frenare. Altri dossier 'divisivi' sono il tagliando al reddito di cittadinanza e a 'Quota cento', la modifica dei decreti sicurezza, per i quali spinge il Pd, il salario minimo, bandiera del Movimento, il Jobs act, il piano shock delle infrastrutture. E poi c'è l'impasse sulla riforma della prescrizione. Italia Viva ha evitato che si arrivasse nell'Aula di Montecitorio con l'immagine plastica di una divisione della maggioranza.

Governo, Pd in pressing: subito verifica

Proprio su questo punto il premier rivendica un approccio pragmatico. "Per me è più importante la riforma del processo penale - diceva oggi Conte da Sofia, dove ha incontrato il primo ministro bulgaro Borissov, prima di rientrare a Roma -. Quella sulla prescrizione è una norma specifica, in un ambito più complessivo c'è un processo di riforma su cui dobbiamo accelerare i tempi". Per il resto "non è che gli italiani ci hanno dato fiducia per prenderci del tempo e fare discussioni politico-filosofiche, noi dobbiamo marciare di corsa per definire nel giro di pochi giorni un efficace piano di riforme". Il messaggio alle forze di maggioranza è chiaro: no a paletti e bandierine per procedere spediti.  

CHI C'ERA - Al vertice di oggi, iniziato intorno alle 19, hanno partecipato, oltre al presidente del Consiglio, i capi delegazione dei partiti di maggioranza al governo: Dario Franceschini (Pd), Alfonso Bonafede (M5s), Teresa Bellanova (Italia Viva), Roberto Speranza (LeU).