Roma, 20 ottobre 2020 - A due giorni dall'uscita nel nuovo Dpcm, il premier Giuseppe Conte torna a parlare del vaccino contro il Coronavirus. "Se le ultime fasi di preparazione (il cosiddetto 'rolling value') del vaccino Oxford-Irbm Pomezia-Astrazeneca saranno completate nelle prossime settimane, le prime dosi saranno disponibili all'inizio di dicembre", ha detto a Bruno Vespa per il libro "Perché l'Italia amò Mussolini (e come ha resistito alla dittatura del Covid)" in uscita il 29 ottobre da Mondadori Rai Libri.

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Ecco la road map: "Già all'inizio avremo i primi due o tre milioni di dosi. Altri milioni ci arriveranno subito dopo. La Commissione europea ha commissionato ad Astrazeneca e ad altre società alcune centinaia di milioni di dosi".

Poi una considerazione meno ottimistica: "Penso che per contenere completamente la pandemia dovremo aspettare comunque la prossima primavera".

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Più cauto sulla tempistica Franco Locatelli, presidente del Css e componente del Cts, che ieri ha dichiarato: "Si sta facendo un grande sforzo internazionale sui vaccini e realisticamente credo che potremmo far partire le vaccinazioni per le persone fragili, le forze dell'ordine e gli operatori sanitari nei primi mesi della prossima primavera". Dal canto suo il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che, su Facebook, aveva scritto che "presto arriverà il vaccino e torneremo a guardare avanti".
A rafforzare le speranze sono state anche le recenti dichiarazioni del direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) Guido Rasi, secondo il quale le "prime dosi importanti per le popolazioni a rischio potrebbero arrivare nella primavera del 2021 con un inizio di vaccinazione importante. La disponibilità di dosi - ha aggiunto - andrà aumentando molto rapidamente dopo l'approvazione; credo che, se siamo fortunati, molti di quelli che vorranno essere vaccinati potrebbero esserlo per l'estate del 2021". 

Per Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università degli Studi di Milano: "Ci sono tanti annunci che sicuramente hanno degli interessi economici e anche geopolitici, abbiamo visto Sputnik, un vaccino senza dati scientifici, che magari è stato anche sperimentato, ma non con la correttezza e trasparenza dovute. Però si sta facendo un lavoro molto rapido e credo che dei vaccini saranno autorizzati alla vendita entro fine anno. Ma al di là di alcuni lotti che sono già in produzione, la copertura vaccinale sarà enorme e necessiterà di tempo. La vaccinazione per tutti credo non ci sarà prima dell'autunno del 2021".

Vaccino in Cina

Un totale di 60.000 volontari hanno ricevuto vaccini cinesi contro Covid-19 durante gli studi clinici di fase 3. Al momento non sono stati segnalati effetti collaterali gravi, ha detto un funzionario cinese. Finora le sperimentazioni stanno procedendo bene e i candidati vaccini si sono inizialmente dimostrati sicuri, ha detto Tian Baoguo del ministero della Scienza e della tecnologia in una conferenza stampa a Pechino.