Giuseppe Vacciano, senatore eletto nel M5s nella passata legislatura (Ansa)
Giuseppe Vacciano, senatore eletto nel M5s nella passata legislatura (Ansa)

Roma, 25 febbraio 2018 - E' diventato, suo malgrado, il simbolo della coerenza politica targata Movimento 5 stelle e, nel contempo, vittima privilegiata del sistema politico avverso ai grillini. Giuseppe Vacciano, classe '72, senatore della Repubblica entrato in Parlamento nel 2013 grazie "alla scritta Beppe Grillo sul simbolo del Movimento" è rimasto per 5 anni "ostaggio della casta". Nel 2014, constatato che "Il Movimento era cambiato e si stava dirigendo verso un percorso lontano da me in modo siderale", Vacciano - con coerenza tutta grillina - presentò le dimissioni da senatore. Da quel momento è cominciato il suo girone dell'inferno; le dimissioni gli sono state respinte dall'Aula per ben sei volte. La fine della legislatura, per lui, è stata la fine di un incubo.

Un incubo 'dorato', però...

"Guardi, non è bello essere costretti a restare dove non si vuole restare, nonostante i soldi dello stipendio. Ho tentato fino all'ultimo di chiudere questa esperienza il prima possibile, alla fine ero quasi riuscito a raggiungere il numero dei senatori, ne avevo convinti un centinaio, ma non sono bastati comunque".

Perchè il Senato le ha sempre detto no alla sua legittima richiesta?

"Per ragioni politiche, dicevano che la mia motivazione non era sufficiente per mandarmi via e adducevano questioni altrettanto politiche per giustificare il diniego"

Cosa avrebbero voluto per lasciarla andare?

"Che io dicessi che mi dimettevo per motivi di salute, per ragioni di famiglia. A quel punto ci sarebbe stato il nulla osta, ma io non volevo inventarmi nulla, volevo dimettermi esattamente come avevo promesso di fare al momento della mia elezione se le cose fossero cambiate, come avevo promesso al Movimento".

Il Senato respinge le dimissioni di Giuseppe Vacciano (Ansa)

A proposito, i suoi ex colleghi a 5 stelle come si sono comportati con lei in questo frangente?

"Mi hanno spalleggiato, poi avevo parlato con tutti loro, 'ragazzi, non scherziamo, eh...'. Loro mi hanno sempre sostenuto. Ma i numeri non erano sufficienti".

Senta, in fondo lei era un miracolato, uno di quelli a cui era capitata un'opportunità grandiosa, perchè mai rinunciare allo scranno? Poteva anche cambiare casacca se la politica grillina non le piaceva più...

"Non mi interessava fare politica al di là del Movimento, mi riconoscevo pienamente nel Movimento delle origini, della democrazia dal basso e delle decisioni condivise. Poi, il loro progetto politico è cambiato, non mi sono più sentito in armonia con loro. E francamente, diventare solo un 'numero', per giunta miracolato da Grillo... avrei davvero preferito restituire il cartellino".

Il Movimento è cambiato, diceva. E che cosa è cambiato di tanto grave da averle fatto decidere di lasciare?

"Ho cominciato a vedere cose inimmaginabili, la nascita del direttorio, decisioni che venivano prese in modo opaco e plebiscitario, scelte che arrivavano paracadutate dall'alto, una traiettoria tipica di chi vuole strutturarsi e diventare un partito come gli altri"

Adesso il Movimento è un partito come gli altri, secondo lei?

"Si, si è trasformato in una struttura di partito, con i capi nominati dall'alto. Addirittura con la successione dinastica dei Casaleggio, inimmaginabile per chi ha creduto, come me, a un Movimento che partiva dal basso, di democrazia fatta dalle persone"

Da 'ostaggio privilegiato' delle Istituzioni, si è fatto un'idea di chi è veramente oggi il capo del Movimento 5 stelle, del primo partito italiano?

"Francamente ho smesso di farmi domande, mi sono disinteressato, ma è chiaro che il marketing lo segue la Casaleggio srl, ma quali siano ora i rapporti di forza interni lo ignoro. A un certo punto, ho solo capito che stavano andando da un'altra parte rispetto a quello che mi aveva portato alla scelta di abbracciare politicamente il Movimento; io ero partito dai presupposti della democrazia diretta, delle scelte condivise, loro erano arrivati a tutt'altro".

Altri sono rimasti attaccati allo scanno, nonostante una delusione simile alla sua..

"Ognuno ha la sua storia personale, quello che ho pensato è stato: "Non mi sta più bene restituisco tutto". Nel piatto degli altri ho sempre guardato molto poco. D'altra parte, io non sono uno 'scappato di casa' come dite voi, sono un dipendente della Banca d'Italia in aspettativa"

E adesso tornerà in Banca d'Italia. Da ex senatore la sua carriera ne beneficerà senz'altro..

"Non credo, continuerò a fare un semplice impiegato... Mi occupavo di contante, da falsificazione a danneggiamento, mi piaceva il mio lavoro e vorrei continuare a farlo".

Le piacciono i soldi, allora... E cosa ci faceva nell'ormai ex Movimento 5 stelle francescano?

"Vede... io i soldi li distruggevo, occupandomi di falsificazione e danneggiamento delle banconote..."

E preferisce tornare a distruggere i soldi piuttosto che continuare a far politica da un'altra parte?

"Certo che sì. Non farò più politica, ma solo tanto volontariato"

Cosa voterà alle prossime elezioni?

"Al momento ho davanti solo una bella scheda bianca..."