Utero in affitto
Utero in affitto

Roma, 20 giugno 2019 - "Caro Maurizio, mentre ti scrivo, come donna, come iscritta alla Cgil da oltre 40anni, come parlamentare che si è sempre battuta per i diritti delle donne e contro lo sfruttamento dei corpi femminili, considerati esclusivamente macchine produttive, va in scena nella Sala Santi della Cgil Nazionale il convegno ‘Fecondazione medicalmente assistita e gestazione per altri: la possibilità di un figlio nel 2019’. Non la farò molto lunga: la possibilità di un figlio nel 2019 non può equivalere a legittimare, peggio, pretendere per norma, l’affitto degli uteri". Comincia così la lettera che la senatrice del Pd, Teresa Bellanova, ha indirizzato, ieri, al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini nel giorno del contestato convegno che ha avuto luogo a Roma, presso la sede nazionale del sindacato.

Obiettivo della giornata organizzata dall’Associazione Luca Coscioni in collaborazione con Cgil Nuovi Diritti, Articolo 29, Certi Diritti e Famiglie Arcobaleno, è stato la presentazione di una proposta di legge sulla Gestazione per Altri solidale (Gpa) contro la quale, già nei giorni scorsi, erano insorte la deputata di sinistra Giovanna Martelli e le femministe Alessandra Bocchetti e Daniela Dioguardi, promotrici di un appello che conta 150 firme. "L’immagine di una donna che affitta l’utero rientra nella missione di tutela del lavoro?" domandano le autrici della lettera alla Cgil. Uno sconcerto condiviso da Bellanova. "Ci sono tantissime altre donne come me sconcertate e disorientate se una grande organizzazione come la nostra dovesse legittimare la pratica dell’utero in affitto e la gestazione per altri, mascherandola con l’antichissima pratica del dono", ha sottolineato la senatrice Pd. "La Cgil non promuove né appoggia alcuna legge di sostegno o di regolamentazione della maternità surrogata. Simili decisioni, infatti, possono essere assunte solo dal nostro direttivo e ciò non è mai avvenuto» ha tentato di smarcarsi, in extremis, Landini definendo «fortemente pretestuose e inaccettabili molte delle critiche rivolte alla Cgil per aver avviato una discussione" su questi temi. Se quello che, nonostante le distanze prese, appare a tutti gli effetti come un patrocinio della proposta di legge del sindacato, può risultare, quantomeno, fuori luogo, il trait d’union tra la Cgil e l’utero in affitto affonda le sue radici negli stretti rapporti che intercorrono tra l’Ufficio Nuovi Diritti della Confederazione e i Radicali. Rapporti che sembrano sfuggiti al controllo del Segretario generale.

Non chiamatelo "utero in affitto" hanno chiesto le associazioni presenti nella sede di Corso d’Italia. Ma la sostanza non cambia. La proposta presentata al Parlamento prevede di normare le modalità di accesso alla fecondazione medicalmente assistita anche per chi non può sostenere una gestazione, ammettendola ai soli fini solidaristici (ma con l’obbligo per i genitori intenzionali di coprire i costi) e prevedendo tutele. I minori nati acquisirebbero, sin dal trasferimento in utero dell’embrione, lo status di figli legittimi dei nuovi genitori, senza riferimenti alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento.