Elisabetta Trenta, ex ministro della Difesa (Ansa)
Elisabetta Trenta, ex ministro della Difesa (Ansa)

Roma, 17 novembre 2019 - Elisabetta Trenta e l'appartamento delle polemiche. Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, l'ex ministro 5 Stelle avrebbe mantenuto l'alloggio assegnatole del Ministero anche dopo la formazione del nuovo esecutivo. Subissata di critiche e rischieste di chiarimento, lei spiega la vicenda così: "Da ministro ho chiesto l'alloggio di servizio perché più vicino alla sede lavorativa, nonché per opportune esigenze di sicurezza e riservatezza - scrive in un post su Facebook - . Quando ho lasciato l'incarico, avrei avuto, secondo regolamento, tre mesi di tempo per poter lasciare l'appartamento; termine ancora non scaduto (scadenza tre mesi dal giuramento del nuovo governo, vale a dire 5 dicembre 2019)". Succede però  - precisa ancora il ministro - che nel frattempo lo stesso appartamento sia stato "riassegnato a mio marito" che "come è noto è ufficiale dell'Esercito Italiano con il grado di maggiore e svolge attualmente un incarico di prima fascia, incarico per il quale è prevista l'assegnazione di un alloggio del medesimo livello di quello che era stato a me assegnato".

Buffagni e Di Maio: "Trenta tolga i 5 Stelle dall'imbarazzo"

Lo stesso leader grillino aveva chiesto spiegazioni all'ex ministro: "Ci tengo a dire che il Movimento 5 Stelle non ne sapeva nulla - diceva questa mattina Luigi Di Maio -. Spero che Trenta possa chiarire nelle prossime ore". Ma la replica della ministra al Corriere non è sufficiente. "Penso che sicuramente il marito avrà diritto a quell'alloggio - rincara nel pomeriggio Di Maio -. Ma è opportuno che in questo momento la ministra, dopo aver avuto tre mesi di tempo per lasciarlo, lasci quell'alloggio. Poi il marito farà la richiesta per ottenere l'alloggio come tutti gli ufficiali dell'Esercito seguendo la normale graduatoria, la cosa più corretta da fare"

Secondo il viceministro del Mise, il pentastellato Stefano Buffagni: "E' ineccepibile formalmente ma non è da 5 Stelle - sentenzia -. Noi siamo nati con un'altra missione, stare nei palazzi rischia sempre di contaminarci. Se fosse stato uno del Pd o uno della Lega ad assegnare al marito una casa di quel genere da tenere anche dopo il mandato cosa avremmo detto? Ecco, io mi auguro che venga liberato il prima possibile l'appartamento e venga tolto dall'imbarazzo il Movimento". 

Per Maurzio Gasparri di Forza Italia "il grado del maggiore consorte Passarelli non giustifica l'assegnazione del lussuoso appartamento in zona San Giovanni". Il forzista si appella all'attuale titolare della Difesa, Lorenzo Guerini, "per una risposta sollecita". "A chi risulta assegnato l'appartamento? - si domanda - È ancora nella disponibilità dell'ex ministro Trenta e dei suoi familiari? Quale canone ha pagato la Trenta quando era ministro e quanto paga il maggiore marito". Gasparri si chiede infine "se il ministro non ritenga di sgomberare entro oggi l'alloggio di pubblica proprietà. Uno vale uno, Trenta vale zero". 

Il presidente dei senatori del Pd Andrea Marcucci annunciava stamani un'interrogazione parlamentare urgente mentre in una nota congiunta i componenti di Fratelli d'Italia della commissione Difesa Salvatore Deidda, Wanda Ferro e Davide Galantino, manifestavano "profonda tristezza", per una "vicenda ancor più grave se si pensa alle odiose campagne del M5S contro i presunti privilegi. Privilegi che, a quanto pare, sono invece 'di casa' per gli stessi grillini".